Nel salotto di Bazoli c’è odore di P4.

“Io mi riconosco perfettamente nella necessità di assicurare l’indipendenza della banca dalla politica”: più chiaro di così Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, non poteva essere lo scorso 15 ottobre. Si sa: il professore bresciano ci tiene a rimarcare la sua lontananza quasi siderale dai palazzi romani. Anche con ciò sentendosi l’erede spirituale di Enrico Cuccia.

Chissà cosa penserebbe oggi Bazoli di quanto era andato in scena, probabilmente a sua insaputa, ventiquattr’ore prima in via Orefici 2, a Milan.  Lì c’è la sede di Mittel Advisory, società di consulenza aziendale controllata dalla Mittel, finanziaria bresciana quotata, azionista di Rcs, già presieduta da Bazoli e di cui vicepresidente è Romain Zaleski, finanziere franco-polacco vicinissimo al numero uno di Ca’ de Sass. Mittel è da sempre nell’orbita di Bazoli ed è stato il professore bresciano a scegliere il nuovo amministratore delegato: Arnaldo Borghesi, già uomo dei numeri di Carlo De Benedetti.

Ebbene, Borghesi è presidente di Mittel Advisory. E lo scorso 14 ottobre propone in assemblea l’entrata nel consiglio d’amministrazione di Anselmo Galbusera. Chi è costui? I giornali se ne occuparono nel 2011 e poi, di nuovo, il suo nome è riapparso un paio di giorni fa quando si è appreso che è indagato per corruzione a Roma assieme al faccendiere Luigi Bisignani, a Lorenzo Borgogni (già gran regista delle relazioni istituzionali di Finmeccanica) e Antonio Ragusa, ex ufficiale dei servizi segreti.

L’indagine su Galbusera & C. è quella che riguarda la famosa “P4” e si concentra sull’appalto da 10 milioni di euro che la Italgo di Galbusera in associazione con la Selex del gruppo Finmeccanica ottenne, grazie ai buoni uffici di Ragusa, dalla Presidenza del Consiglio all’epoca di Silvio Berlusconi per l’informatizzazione di Palazzo Chigi. Galbusera, secondo la ricostruzione dei pm romani coordinati da Paolo Ielo, era infatti buon amico di Bisignani che lo introdusse nella holding di Piazza Montegrappa.

L’Italgo oggi non c’è più. Il ciclone giudiziario P4 del 2011 l’ha costretta alla liquidazione. Fine ingloriosa per una società di information & communication technology che nel 2010 fatturava oltre 30 milioni, che era stata presieduta addirittura dall’ex generale dei carabinieri Antonio Viesti e nel cui capitale fu presente il noto finanziere Francesco Micheli.

Ma perché Borghesi fa entrare un imprenditore in odore di P4 – perfettamente inserito nei meccanismi dei palazzi & affari romani – nel salotto di Bazoli? L’unica spiegazione è che Galbusera è stato – ed è – vicino non solo a Bisignani & C., ma anche un “bazoliano” doc come lo scomparso imprenditore bolognese Angelo Rovati. Galbusera, infatti siede nel consiglio d’amministrazione della Vantu, holding della famiglia Rovati (oggi presieduta da Andrea, figlio di Angelo) con cui è socio al 50% in Interforgia. Non solo: Galbusera è consigliere di Mittel Real Estate sgr, società di fondi immobiliari la cui maggioranza la Mittel di Bazoli&Borghesi hanno venduto a Rovati. E ancora: Galbusera è presidente di Fashion District Retail, catena di negozi d’abbigliamento che Mittel ha sviluppato assieme alla famiglia torinese Sandretto.

Indipendenza della banca dalla politica? Bazoli dice di averla assicurata a Intesa Sanpaolo. E Mittel non è una banca. Ma la presenza così massiccia di un imprenditore in odore di P4 nel salotto bresciano è imbarazzante per il professore che crede di essere l’erede del fondatore di Mediobanca.

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