Consorte, “avevamo una merchant”.

Tramontano i sogni di gloria di Giovanni Consorte, classe 1948, il manager diessino del famoso “abbiamo una banca” detto a Piero Fassino quando la Unipol aveva acquisito Bnl. E’ scomparsa infatti, erosa da anni di perdite e investimenti sbagliati, la sua merchant bank Intermedia Holding, creata nel 2009 da Consorte dopo l’uscita da Unipol in quel di Bologna per far concorrenza a Mediobanca, e nella quale sono stati imbarcati azionisti come il finanziere bresciano Emilio “Chicco” Gnutti, già leader di quella “razza padana” che aiutò Roberto Colaninno a scalare (a debito) Telecom Italia. La morte di Intermedia Holding è stata decretata dal suo nuovo padrone, l’imprenditore bolognese Alfredo Cazzola, già patron del Motor Show felsineo.

Qualche giorno fa, infatti, a Bologna davanti al notaio Elena Morganti si è tenuta un’assemblea straordinaria del gruppo oggi presieduto da Cazzola che ha approvato il bilancio 2016 chiuso con una maxi perdita di 65,4 milioni di euro e con un patrimonio netto di circa 52 milioni. Cazzola ha spiegato ai soci che il passivo “non deriva da eventi generatisi nell’esercizio, ma essenzialmente dall’adeguamento dei valori di bilancio alle mutate conduzioni di mercato” tanto che sono stati accantonati altri 10,4 milioni al fondi rischi. Il peso delle svalutazioni, pari a quasi 19 milioni sulle partecipazioni, non ha comunque impedito alla società di rinegoziare durante l’esercizio alcuni mutui con le banche.

Detto ciò la perdita, che ha fatto ricadere l’azienda negli estremi dell’articolo 2446 del codice civile, è stata ripianata integralmente riducendo il capitale da 120,8 a 55,2 milioni, ma poi è stato varato un aumento di capitale di 3,5 milioni (dopo quello già sottoscritto a metà del 2016 per un controvalore di 9 milioni) mediante emissione di massimo 70 milioni di azioni al prezzo unitario di 0,05 euro cadauna, senza sovrapprezzo, dando poi delega al consiglio di varare una ulteriore ricapitalizzazione per un massimo di 6,5 milioni. Infine l’assemblea ha approvato il cambio di denominazione: Intermedia Holding sparisce, sostituita dalla nuova Mint Street Holding. “Avevamo una merchant…”

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