Il giardinetto del doge Marchi.
Dalla marca trevigiana al cuore di Venezia, con una casa a due passi dall’Accademia, affacciata sul Canal Grande. Enrico Marchi, presidente del Gruppo Banca Finint controllato da Finanziaria Internazionale Holding basata a Conegliano Veneto e della Save, l’aeroporto veneziano, è ormai uno dei protagonisti della economia e della finanza del Nord-Est come dimostra il suo essere stato regista della recente cordata di imprenditori che ha rilevato i quotidiani di Gedi di quell’area. Nato a Sernaglia della Battaglia (Treviso) il 6 aprile 1956, Marchi è sposato con la veneziana Emanuela Seguso da cui ha avuto quattro figli, dei quali i due più grandi, Margherita e Giovanni, sono operativi all’interno del Gruppo Banca Finint. La famiglia è un punto fermo della vita di Marchi, tanto da aver chiamato una delle sue amate barche “Oikos”, che in greco significa famiglia. L’altra sua barca si chiama “Galantuomo”, anche in questo caso una parola che ne rispecchia natura e ideali. Marchi è anche un investitore in proprio e il suo portafoglio ha perso nel 2022 l’8,5%, ma quest’anno il miglior andamento dei mercati finanziari ha fatto sì che gli investimenti, in carico a 6,3 milioni, attualmente abbiano un valore salito a 7,4 milioni. Il “giardinetto” di Marchi è custodito nella cassaforte dell’imprenditore, la Marchi Giovanni & C. (Mg) controllata dalla lussemburghese Marchi Giovanni Sa. Alla voce “attività finanziarie non immobilizzate” figurano titoli Enel (1,2 milioni), Eni (750mila euro), Assicurazioni Generali, Mediobanca, Geox e 70 quote del fondo Finint Principal Finance 1 gestito da Finint sgr e lo scorso anno Marchi ha comprato Btp per 3 milioni. L’attivo di Mg è pari a oltre 133 milioni rappresentata anche da crediti per 19,5 milioni (tra cui uno di 3,1 milioni verso lo stesso Marchi nella sua qualità di amministratore unico) e immobilizzazioni finanziarie per 105 milioni. Tra queste le principali sono il 59,8% di Finanziaria Internazionale Holding (a monte di Banca Finint) in carico per 88 milioni e il 90% dell’immobiliare Maf (in carico per 8 milioni), oltre al 10,1% in Eselir e Pineta Mare Lignano attive con terreni e immobili a Lignano Sabbiadoro con l’ultima svalutata di 300mila euro. Nonostante i mercati Mg ha chiuso il bilancio con un utile quasi raddoppiato anno su anno da 4,6 a 9 milioni principalmente grazie alla cedola riveniente da Finanziaria Internazionale Holding salita da 2,9 a 7,1 milioni. Il profitto, quasi interamente destinato a riserva (Marchi s’è distribuito una cedola di soli 45mila euro), ha così fatto salire il patrimonio netto a 124 milioni.
