Basilico liquida Bioterra.
E’ durata meno di un anno Bioterra, la nuova iniziativa d’investimento lanciata dal finanziere Paolo Basilico, già a capo di Kairos, che aveva coinvolto soci prestigiosi. Costituita a gennaio scorso con una dote iniziale di 100 milioni di euro puntava come holding industriale a investire sull’evoluzione biotecnologica della cosmetica e della nutraceutica. Qualche giorno fa, però, a Milano davanti al notaio Lorenzo Stucchi s’è svolta un’assemblea straordinaria degli azionisti di Bioterra alla presenza di tutti i soci: Convergenze di Basilico e del presidente Giampaolo Cagnin (rinomato imprenditore dell’industria alimentare innovativa) rappresentata dall’avvocato Alberto Toffoletto, Synthesis dell’amministratore delegato Federico Fulgoni (attuale amministratore delegato di Nutkao controllata dal private equity White Bridge) titolare del 4,62% rappresentata dall’avvocato Alberto Rodi, Ondafin titolare dell’1,54% rappresentata dall’amministratore unico Eugenio Niccolini e Eugenio Lamirtal con una quota analoga. Francesco Cartolano, presidente dell’assemblea, ha evidenziato che lo scorso l’11 luglio il consiglio d’amministrazione aveva deliberato di sottoporre ai soci l’eventuale liquidazione. Ciò dopo aver approvato una relazione di Cagnin, presidente di Bioterra, nella quale “partendo dal progetto originario per cui è stata fondata la società” e dopo “un’accurata analisi dei settori nei quali la società intendeva investire” si giungeva alla conclusione che “i dati di mercato e la situazione rilevata non sono in linea con le aspettative originarie e con i ritorni attesi” e che pertanto “il progetto originale della società non poteva essere attuato”, concludendo con lo scioglimento anticipato e la liquidazione.
E’ poi intervenuto l’amministratore delegato Fulgoni che ha duramente contestato la relazione di Cagnin confermando “non solo l’assoluta percorribilità del progetto societario, come originariamente condiviso e strutturato, ma che il mercato in questi primi mesi di attività e di scouting ha evidenziato ottime e concrete possibilità di sviluppo”. Il socio Synthesis ha fatto suo l’orientamento di Fulgoni riservandosi di tuelare gli interessi della società, in caso di liquidazione, come “un palese abuso di maggioranza da parte del socio Convergenze”. Questi ha replicato che la relazione di Fulgoni, giunta poche ore prima della riunione, “difetta di concretezza e di evidenze a supporto delle conclusioni formulate”. Fulgoni ha replicato che la relazione dava conto di suoi scouting su possibili investimenti fatti assieme a Niccolini e Latmiral.
Cartolano ha chiuso la riunione sostenendo che le tesi di Fulgoni “sono personali e non del cda” che s’era già espresso a favore della liquidazione poi votata da tutti soci (con l’unico voto contrario di Synthesis) per una percentuale di capitale del 95,38% e seguita dalla nomina di Piermauro Carabellese quale liquidatore.
