I Beretta sparano gli utili in Lussemburgo.

Cedola lussemburghese in aumento per la famiglia Beretta che controlla l’omonima azienda bresciana di Gardone Val Trompia produttrice di armi. Il risultato ordinario 2022 di Upifra, la loro holding nel Granducato, infatti, s’è chiuso con un utile lievemente salito anno su anno da 13,9 a 14,4 milioni di euro, così che il dividendo è progredito da 3 a 3,5 milioni. Il conto economico ha beneficiato anche della cedola di 16,5 milioni incassata dalla controllata lussemburghese Beretta Holding (a monte della società italiana e di altre controllate estere) che tuttavia ha chiuso il bilancio dello scorso anno con un utile di 59 milioni rispetto ai 183,8 milioni segnati nel 2021 grazie al dividendo straordinario di 160 milioni incassato dalla controllata italiana Beretta Industrie. Upifra, il cui acronimo sta per le iniziali del padre Ugo Gussalli Beretta e dei suoi due figli Pietro e Franco, vanta un totale di attivi di 356,7 milioni, costituito perlopiù dalle partecipazioni in carico a 221,1 milioni. La capogruppo nel Granducato dei Beretta detiene anche, oltre all’immobiliare bresciana Arce Gestioni e a quella cipriota Quantivox, il 20% di Casaforte (il più grande gruppo di depositi self-service) e Upifra Agricole che possiede cinque aziende agricole-vinicole (tra le quali Colle Funaro, Fortemasso Lo Sparviere, Castello di Radda e Weingut Steinhaus) che rappresentano un gruppo da 120 ettari di proprietà a vite e 600mila bottiglie di qualità. Upifra Agricole con un attivo di 67,1 milioni ha chiuso il 2022 in perdita per 1,5 milioni. Il capitale di Upifra, pari a 14,7 milioni, è diviso in 28mila 478 azioni, detenute dai veicoli Jenker e Paterfamilias e dalle persone fisiche Ugo Gussalli Beretta e Monique Poncelet.