Il tradito Segre si consola con i numeri.

Reggono i business di Massimo Segre, nonostante la sua disavventura sentimentale estiva con il tradimento della compagna Cristina Seymandi. Lo dicono i numeri del 2022 di Mi.mo.se, la cassaforte del finanziere torinese ove confluisce anche il suo studio professionale di commercialista. Segre, infatti, qualche settimana fa ha destinato a nuovo l’utile di oltre 2,4 milioni di euro segnato lo scorso anno dopo che l’esercizio precedente s’era chiuso con un profitto di 2,6 milioni. L’attivo della holding di Segre, pari a 214,4 milioni, è costituito da immobili in carico a 12,1 milioni, asset immobilizzati per 39 milioni, crediti per 146,7 milioni (di cui 124 milioni verso le controllate) e attività finanziarie non immobilizzate pari a 15,6 milioni, costituite da un portafoglio di azioni quotate. In portafoglio c’è lo 0,37% della quotata Directa Sim presieduta da Segre che la controllata col 52,5% in mano alla società semplice Roseto e depositato all’ultima assemblea soci. Ma dal 21 settembre all’altroieri Mi.Mo.se ha acquistato un totale di 97mila 500 azioni, pari ad oltre lo 0,53% del capitale sociale. Fra le controllate di Mi.mo.se. figurano poi la Studio Segre e Ipi Domani finanziata per 116,2 milioni) a sua volta controllante il gruppo immobiliare Ipi. Ipi, che ha un patrimonio immobiliare di 256,8 milioni, ha chiuso il 2022 con ricavi consolidati per 57,8 milioni di euro (41 milioni nel 2021) e una perdita di 5,5 milioni dopo quella di 3,2 milioni del precedente esercizio, tanto che non è stato erogato nessun dividendo agli azionisti. Tra le partecipazioni di Mi.mo.se, che ha un patrimonio netto di 91,2 milioni e debiti per 122,1 milioni, compaiono poi il 16% di Mit Sim il 26,3% nell’impresa di costruzioni immobiliari Sogi, controllata dalla famiglia torinese Castagno.