I Riva svuotano il Lussemburgo.

La cassaforte lussemburghese dei Riva, proprietari dell’omonimo gruppo siderurgico, si svuota e allarga il rosso. Il bilancio 2022 della holding Utia, infatti, si è chiuso con una perdita di ben 217,1 milioni di euro rispetto a quella di 5,5 milioni del precedente esercizio che va a sommarsi al passivo di 239 milioni accumulato negli anni precedenti. Il totale dell’attivo è sceso anno su anno da 217 milioni a zero perché nel 2022 i Riva hanno girato per 500mila euro dal Lussemburgo all’Italia il 39,9% della loro capogruppo nazionale Riva Forni Elettrici (Rfe), presieduta da Claudio Riva, e la cui quota di maggioranza è in mano all’italiana Stahlbridge. Nel 2022 Rfe, che occupa otre 5mila 500 addetti, ha registrato tutte le principali voci di bilancio con il segno in crescita sul precedente esercizio a partire dai ricavi (5,2 miliardi) fino a ebitda (993,7 milioni), ebit (887,1 milioni) e utile (666 milioni). Il gruppo ha segnato una produzione di 5,7 milioni di tonnellate di acciaio (-13,8% sul 2021) confermandosi uno tra i principali player europei nel settore.