Fox cerca di salvarsi senza Invitalia.
C’è tempo fino al prossimo 2 marzo perché la Fox, storica azienda di elettrodomestici del ferrarese che dal 1954 opera col marchio “Bompani”, presenti un piano di concordato o un accordo di ristrutturazione del debito. Lo ha stabilito qualche giorno fa Anna Ghedini giudice delegato del tribunale di Ferrara che ha nominato Enrico Baraldi quale commissario della Fox, ammessa al procedimento unitario di composizione della crisi dopo che è sfumato l’ingresso nel capitale di Invitalia. L’azienda con un centinaio di addetti (da gennaio 2023 in Cig straordinaria) ha chiuso il 2022 (ultimo bilancio disponibile, ndr) con ricavi per 11,3 milioni ma un patrimonio netto sceso a 860mila euro avendo segnato una perdita di 6,8 milioni che s’è aggiunta a quella pregressa di 3,2 milioni e il tutto a fronte di debiti per 12 milioni. Già nel 2021 Fox aveva cercato nuova finanza individuando il Fondo di Salvaguardia di Invitalia come investitore, ma l’operazione non s’è completata e l’aumento di capitale di 1,5 milioni è stato sottoscritto solo dall’attuale proprietario e amministratore unico Enrico Vento per 500 mila euro, essendo mancato l’apporto di un milione di Invitalia. Lo scorso giugno è stato sottoscritto al termine di un incontro tra proprietà, sindacati, Regione ed enti locali un verbale in cui veniva definito il percorso per il rilancio dell’azienda basato su un piano industriale approvato dalle sei banche creditrici.
