Soges si salva.

A cinquant’anni dalla nascita si salva la torinese Soges, una delle più affermate società di consulenza e formazione guidata dal presidente e amministratore delegato Luigi Marconi che la controlla. Qualche giorno fa, infatti, la sesta sezione civile del tribunale di Torino presieduta da Vittoria Nosengo ha fissato per il prossimo 9 maggio l’udienza di omologa per l’accordo della ristrutturazione del debito incaricando il commissario Filiberto Ferrari di riferire con parere scritto in ordine alla veridicità, all’attendibilità e alla fattibilità del piano. Il tribunale ha così accolto il ricorso presentato nello scorso autunno per conto di Soges dallo studio legale torinese Basso Rollero nel quale si evidenziava che l’azienda con 27 dipendenti, nata nel 1974, ha elaborato e attuato oltre 100 piani formativi per dipendenti e dirigenti di imprese aderenti a Confindustria, Confapi, Confcommercio, Legacoop e Confcooperative e ha proposto i piani formativi di Fondimpresa. Soges aveva chiuso il 2022 con un patrimonio netto di 936mila euro a fronte di oltre 11 milioni di debiti, ricavi per 4,5 milioni di euro e una lieve perdita (317mila euro) ma ha visto emergere, si legge nel ricorso, “sotto il profilo finanziario alcune fragilità prodromiche dell’attuale stato di crisi”. Nel 2020, infatti, la pandemia e il blocco dei piani formativi ha costretto l’azienda a indebitarsi con le banche e il successivo aumento dei tassi ha generato “una obiettiva inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte alle obbligazioni”. Di qui la richiesta della procedura per impostare un piano di turnaround, che è stato approvato con singoli accordi da oltre 84% dei fornitori e dal 68% dei finanziatori mentre Fondimpresa ha assicurato a Soges la continuazione del rapporto di collaborazione.