T.Net si manda in liquidazione.
Dopo oltre un ventennio di vita è giunta al capolinea la milanese T.Net spa, nata nel 2002, attiva nella fornitura di servizi digitali e di ingegneria per aziende e pubbliche amministrazioni. Qualche giorno fa, infatti, Vincenza Agnese giudice delegato del tribunale di Milano ha dichiarato la liquidazione dell’azienda, nominandone quale curatore Alberto Redeghieri e convocando i creditori il prossimo 10 settembre per l’esame dello stato passivo. E’ stata la stessa T.Net con un ricorso in proprio presentato al tribunale dall’avvocato Francesca Marino a chiedere di essere messa in liquidazione. La società, di cui primo azionista col 47,4% è la AntoVictor Investments di Francesco Mazzola che ne è anche il presidente, spiega nel ricorso che due soci di minoranza (Quaenet Italia di Antonio Bracalello col 25,2% e Giuseppina Filetti col 12,2%) hanno avviato in passato azioni legali per vari motivi contro la società e l’azionista di maggioranza. Nel ricorso si spiega anche che l’azienda ha presentato ricavi in crescita fino al 2019, ma poi la crisi pandemica e le diatribe fra soci hanno drenato risorse umane e finanziarie. Inoltre T.Net a seguito della mancata ammissione al progetto europeo EIC Accelerator non ha potuto rimborsare due finanziamenti concessi da Intesa Sanpaolo e Mps. Alle banche creditrici è data chiesta quindi una moratoria per definire l’ingresso di un nuovo socio di maggioranza e liquidare quelli di minoranza, ma le trattative col nuovo potenziale investitore si sono interrotte una prima volta nel giugno 2023 e poi definitivamente lo scorso 14 febbraio. Di qui e vista la situazione di insolvenza è arrivata la richiesta di liquidazione, accolta dal tribunale.
