Clerici accorcia la catena.
Importante accorciamento della catena di controllo in casa Clerici. Qualche giorno fa, infatti, è stato depositato il progetto di fusione inversa per incorporazione di Coeclerici nella controllante al 100% Fincler. Il progetto, firmato da Paolo Clerici quale presidente delle due società, ha “scopi di natura economica e finanziaria – si legge nel documento – volti essenzialmente a semplificare la struttura del gruppo, eliminando la duplicazione di funzioni determinata dalla compresenza di due società holding, con conseguente razionalizzazione e semplificazione dei flussi finanziari e dei processi aziendali”. La fusione vedrà successivamente le quote azionarie di Fincler detenute come attualmente per la maggioranza in mano per conto della famiglia Clerici a CFN Generale Fiduciaria e Paolo Clerici con una quota simbolica diretta. Nel 2023 Coeclerici aveva registrato ricavi consolidati calati anno su anno da 1,42 miliardi di euro a 774 milioni, un ebitda crollato da 90 a 14,7 milioni e un ebit passato da 77,7 a 3,4 milioni. A livello ordinario l’utile del 2023 di Fincler di 18 milioni era stato mandato tutto a riserva facendo salire il patrimonio netto quasi 90 milioni dopo che l’anno prima era stato erogato ai soci un dividendo di 10 milioni.
