Gli Antinori brindano.
Dopo averla ritrovata lo scorso anno, Palazzo Antinori, la holding dell’omonima dinastia toscana di viticoltori guidata dal riconfermato Piero Antinori, conferma la cedola anche per l’anno in corso anche se l’utile ha avuto un significativo incremento. Qualche settimana fa, infatti, s’è svolta l’assemblea degli azionisti che ha approvato il bilancio ordinario del 2024 chiuso con un profitto netto di 47,1 milioni di euro di gran lunga superiore a quello di 6,1 milioni dell’esercizio precedente. L’utile è stato distribuito ai soci come dividendo per 3 milioni (cedola identica a quella dello scorso anno) mentre il resto è andato a riserva facendo così salire il patrimonio netto a oltre 435 milioni. Palazzo Antinori, di cui amministratori delegati sono stati riconfermati Albiera Antinori (figlia di Piero) e il noto enologo Renzo Cotarella, ha visto il conto economico beneficiare di proventi da partecipazioni balzati anno su anno da 8,3 milioni a 41,3 milioni. Tali proventi sono derivati delle cedole provenienti dalle principali controllate industriali, la Marchesi Antinori (3,6 milioni), la Prunotto (1,8 milioni), la Tormaresca (1,7 milioni) e la Vinattieri. A ciò si sono aggiunti 23 milioni di distribuzione straordinaria di riserve ad opera della Prunotto, 10 milioni di plusvalenza dalla cessione alla Family Firts di Albiera Antinori del 18% della Alta Maremma oltre a 2 milioni di plusvalenza dalla cessione infragruppo del 40% della Compagnia del Vino. I soci hanno anche approvato il bilancio consolidato chiuso con ricavi netti progrediti anno su anno da 345,2 milioni a 395 milioni e un ebitda in tenuta a 152,4 milioni (156 milioni nel 2023) con un utile netto salito da 67,6 milioni a 69 milioni.
