Pamaf vuole salvare Kasanova.

La Pamaf di Antonio Bernardo, società con sede a Napoli, specializzata principalmente nella commercializzazione all’ingrosso di infissi in PVC per il mercato europeo, si candida a “cavaliere bianco” di Kasanova, azienda attiva nel settore casalinghi e arredamento con una rete capillare di oltre 800 punti vendita e impiega circa 5.000 lavoratori, dopo l’uscita di scena di Ovs. Il nome di Pamaf compare infatti nel verbale del consiglio d’amministrazione dello scorso 9 febbraio della stessa Kasanova che presieduto da Mario Brambilla ha deciso di chiedere al Tribunale di Monza l’accesso alla regolazione della crisi con applicazione delle misure protettive dai creditori. Il provvedimento in tal senso è stato deciso quasi subito da Caterina Giovannetti, giudice delegato del tribunale lombardo, che ha nominato Luca Brivio, Michele Pozzoli e Lucia Rizzi quali commissari. Dopo la rottura con Ovs Brambilla ha spiegato in un cda dello scorso 9 febraio che “Kasanova ha immediatamente riattivato i contatti con Pamaf che il 22 dicembre scorso aveva manifestato il proprio interesse a valutare un investimento in Kasanova” arrivando a presentare il 6 febbraio scorso “una strutturata manifestazione di interesse”. Di qui la richiesta della procedura al tribunale per dar modo a Brambilla e all’amministratore delegato Maurizio Ghidelli di accettare la manifestazione d’interesse. Pamaf a fine dicembre ha costituito tre nuove controllate: Pamaf Charter, Pamaf Real Estate e Pamaf Retail. Un mese prima Pamaf aveva venduto alla Lb Holding di Luigi Bernardo (fratello di Antonio) il 37% di Piazza Italia, noto player italiano nel settore del fashion retail. Infine il tavolo al Mimit sulla crisi di Kasanova è stato fissato per il prossimo 18 marzo.