Chili attacca Ferrara per It’s Art.

Coda velenosa del fallimento di It’s Art, che doveva essere la piattaforma streaming per l’arte e la cultura italiane lanciata nel 2020 dall’allora ministro della cultura Dario Franceschini, che vide come soci Cdp col 51% e l’operatore Chili col 49% e venne poi messa poi in liquidazione a fine del 2022. Qualche giorno fa, infatti, a Milano s’è svolta l’assemblea dei soci di Chili presieduta da Roberto Giacobone che dopo aver approvato il bilancio del 2024 chiuso con una perdita di 2,3 milioni di euro, ha visto l’amministratore delegato Filippo Rolando proporre un’azione di responsabilità, votata all’unanimità anche dal collegio sindacale, nei riguardi dell’ex a.d. Ferruccio Ferrara. Il manager è stato in Chili l’artefice dell’operazione It’s Art che per Rolando “è stata totalmente fallimentare e fonte di grave pregiudizio economico e finanziario”. Infatti il primo bilancio di It’s Art (2021) “registrava una perdita di oltre 7 milioni”, e “già nel corso del 2022 è stata verificata l’impossibilità di prosecuzione dell’attività”. Di qui la citata liquidazione tanto che nel bilancio Chili del 2022 la partecipazione in It’s Art iscritta per 7 milioni “ha dovuto essere integralmente svalutata”. Chili è uscita da poco dalla composizione negoziata della crisi d’impresa, conclusa con un importante stralcio dei debiti pregressi verso banche e oggi il socio unico di Chili è la Investinchili di cui la Canova di Giacobone ha la maggioranza. Sono usciti infatti dal capitale la lussemburghese Capsicum emanazione del fondo Negentropy, la Torino 1985 della famiglia Lavazza (caffè) e con quote minori le majors Warnes Bros, Twentieth Century Fox, Paramount Pictures, Viacom e Sony Pictures.