Il Giornale in rosso.

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Il pesante taglio dei costi non frena la crisi de “Il Giornale”, il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti e controllato da Paolo Berlusconi attraverso la sua holding Pbf, che avrà presto bisogno di un aumento di capitale. Nei giorni scorsi, infatti, presieduta da Gian Galeazzo Biazzi Vergani l’assemblea della Società Europea di Edizioni (SEE) ha dovuto azzerare le riserve per coprire 1,6 milioni di perdite sui 2,87 milioni di passivo del 2012, riportando a nuovo il disavanzo restante di 1,2 milioni. Il rinvio a nuovo fa sì che il capitale di 2,5 milioni diminuisca di oltre un terzo e quindi si verifica la fattispecie dell’articolo 2446 del codice civile, imponendo ai soci o una riduzione del capitale stesso o una ricapitalizzazione, come sottolinea peraltro la nota del collegio sindacale.

E’ vero che il rosso è diminuito rispetto ai 4,3 milioni del 2011, ma l’analisi del conto economico mostra in primo luogo un calo significativo delle vendite in edicola del quotidiano, arretrate anno su anno da 41,8 a 35,7 milioni; risultato peggiore della diminuzione delle vendite pubblicitarie diminuite da 18,2 a 15,3 milioni. La crisi del quotidiano di Via Negri non è stata frenata dalla diminuzione del costo di stampa de Il Giornale, sceso da 8,7 a 8,1 milioni e nemmeno dal taglio pesante dei costi del personale – a seguito del completamento della ristrutturazione avviata nel 2012 – in frenata del 7,6% visto che son passati da 20 a 18,5 milioni. La relazione sulla gestione dettaglia che la diffusione giornaliera del quotidiano è scesa nel 2012 a 128.000 copie dalle 155.000 dell’ano precedente; mentre la pubblicità complessiva risulta in calo rispetto al 2011 del 14,5%. SEE, che peraltro ha visto i debiti verso banche raddoppiati da 4,2 a oltre 8 milioni, ha recentemente nominato due nuovi dirigenti, Christian Conti in qualità di direttore commerciale e Giuseppe Dieci come direttore amministrazione e controllo.

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