Renzi inciampa sull’Sms di Scaglia.

Matteo Renzi ieri alla Leopolda ha strappato l’applauso quando, parlando della riforma della giustizia come “ineludibile” ha  detto: “la storia di Silvio ci dice che bisogna fare la riforma della giustizia. La storia di Silvio Scaglia, non dell’altro Silvio”. Una curiosa coincidenza di intenti col settimanale ciellino “Tempi” che mette Scaglia proprio in copertina.

Ma l’applauso di ieri sarebbe stato forse meno convinto e la citazione forse meno opportuna se Renzi si fosse ricordato che Scaglia, assolto recentemente per la vicenda Fastweb, non è propriamente un esempio civico da additare al popolo del Pd di cui il sindaco di Firenze aspira essere il prossimo segretario. L’ex numero uno di eBiscom e Fastweb, infatti, dal 2005 ha il cuore delle sue attività oltre i confini nazionali, nel ridente paradiso fiscale chiamato Granducato di Lussemburgo.

Qui Scaglia, lasciata l’Italia con un gruzzolo di 800 milioni di euro dalla vendita di Fastweb agli svizzeri di Swisscom, ha costruito il centro delle sue attività attraverso la holding Sms Finance che controlla il fondo di private equity Pacific Capital, la nota agenzie di modelle Elite e Gold Typhoon, il più grosso produttore discografico cinese e gestori di artisti cinese. Insomma: tutte attività che con l’italia non c’entrano niente. Fra l’altro Scaglia ha fondato Pacific Capital in tandem con Massimo Armanini, già banchiere in Deutsche Bank e che ha patteggiato 1 anno e 9 mesi per il crack della Parmalat di cui era consigliere. d’amministrazione all’epoca di Calisto Tanzi.

La Sms Finance del perseguitato Scaglia, dall’ultimo bilancio consolidato (il 2012) depositato nel Granducato, ha 725,8 milioni di attivi e ha realizzato un utile di 24 milioni.

Quindi, citando l’ex patron di Fastweb, oggi multimilionario lussemburghese, sarebbe stato forse più opportuno per Renzi parlare anche di una “ineludibile” riforma fiscale contro i paradisi.

 

 

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