Il lupo di Wall St. e i Magnoni brothers.

Potrebbe essere una buona lezione per i fratelli Magnoni accusati di aver sottratto quasi 100 milioni di euro dalle casse della Sopaf, finita a gambe all’aria. Jordan Belfort, che ha ispirato il personaggio interpretato da Leonardo Di Caprio ne “Il lupo di Wall Street” diretto da Martin Scorsese, ha confessato ieri a Dubai che la sua attività di conferenziere “motivazionale” sviluppatasi in un tour lungo 45 città degli Stati Uniti ha avuto uno straordinario successo. Sta infatti per guadagnare in un anno 100 milioni di dollari convincendo le persone a credere in se stesse, più di quanto avesse mai incassato nella sua carriera tanto fulminante quanto breve di broker-squalo, schiavo della cocaina e del sesso a go-go. E Belfort ha deciso che almeno 50 milioni dei suoi incassi andranno a ripagare gli investitori che a suo tempo truffò quando era al timone della casa di brokeraggio Stratton Oakmont Inc.

Il “lupo” prima di tenere lucrose conferenze ha passato 22 mesi in carcere per riciclaggio e truffa dopo che negli Anni Novanta la sua azienda basata a Long Island sottrasse agli investitori almeno 200 milioni di dollari. La Security and Exchange Commission, equivalente della nostra Consob, chiuse la Stratton Oakmont nel 1998, nel 2003 Berfort venne condannato a quattro anni di carcere e il governo stabilì che un fondo di 110,4 milioni di dollari per i truffati dovesse ricevere la metà del patrimonio del “lupo”.

Il Belfort che ieri ha parlato a Dubai ha detto: “ero diventato avido. L’avidità non è buona. L’ambizione è buona, la passione è buona. Il mio obiettivo, ora, è di dare più di quanto ho avuto”. Siamo lontani anni luce dal celebre discorso che Michael Douglas, alias “Gordon Gekko”, tenne nel celebre film “Wall Street” diretto da Oliver Stone quando aveva tessuto proprio l’elogio dell’avidità. Quand’è che Aldo, Giorgio e Ruggero Magnoni inizierano a tenere conferenze motivazionali?

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