I Ferragamo vincono sul Fisco.

Prima di cedere il 3,5% della loro società quotata, i Ferragamo vincono due partite contro il fisco, mettono un chip sulle biotecnologie e incassano una cedola ancora sostanziosa, seppure in calo. Qualche giorno fa, infatti, l’assemblea della Ferragamo Finanziaria, cassaforte della famiglia che controllava a fine 2017 il 57,78% la quotata Salvatore Ferragamo, e presieduta da Ferruccio Ferragamo, ha deciso di distribuire ai soci, a valere sull’utile dello scorso anno, un dividendo di 29,6 milioni di euro, pari a 0,31 euro per ciascuna azione, lievemente inferiore ai 35,4 milioni erogati nel precedente esercizio. Ciò anche perché il profitto anno su anno è calato sia pur di poco, da 41,7 a 40,2 milioni costituito quasi esclusivamente dai 42,5 milioni di cedola provenienti dalla quotata.

Nello specifico l’attivo è di 243 milioni, con la partecipazione nella Salvatore Ferragamo immutata in carico a 191,8 milioni e 17 milioni di “altri titoli” di cui 10 milioni di controvalore quote del fondo Easyfund Absolute Attivo Z gestito da Eurizon e 7 milioni di una polizza multiramo Cardif Bnl Bnp Paribas. Lo scorso anno la holding dei Ferragamo è entrata nel biotech rilevando il 2,1% di Genenta Science e s’è vista accogliere dalla Commissione tributaria provinciale di Firenze due ricorsi presentati in relazione ad accertamenti emessi dall’Agenzia delle Entrate.

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