Piacentini Costruzioni in concordato.

Concordato con riserva di presentazione dell’accordo di ristrutturazione del debito con il ceto bancario per Piacentini Costruzioni (Pc), un gruppo importante di infrastrutture nato nel 1949 con diverse controllate fra le quali Piacentini do Brasil, Tecnoterra, Piacentini costruzioni Usa, Piacentini Lybian e Piacentini Albania. Qualche giorno fa, infatti, Pasquale Liccardo, giudice delegato del tribunale di Modena, ha ammesso alla procedura l’azienda che ha sede a Palagano, nominando commissario Augusto Castelfranco. Il magistrato ha quindi accolto il ricorso presentato per conto della società dallo Studio DLA Piper.

Pc, controllata dall’omonima famiglia e che vede Dino Piacentini come presidente e il fratello Maurizio come amministratore delegato, è specializzata in palancole e deve la sua crisi, come spiega il ricorso, a quattro commesse firmate nel 2014 (una in Albania, una in Brasile, una in Libia e una in Italia) del controvalore di 113 milioni di euro che avrebbero permesso di fatturare già in quell’anno 40 milioni. “Tutti e quattro questi appalti – spiegano i legali – hanno in realtà subito ritardi di notevole entità ad oggi solo in parte recuperati”. L’azienda, quindi, correva ai ripari sia dismettendo asset non strategici, tra cui una quota del Servizio Idrico Integrato di Aimag, sia avviando un negoziato con le banche creditrici,al fine di ristrutturare il debito finanziario. Un piccolo istituto di credito, però, ha revocato tutti gli affidamenti, mentre alcuni fornitori minacciavano azioni legali e tre di loro hanno depositato istanza di fallimento: di qui la richiesta della protezione per avere il tempo necessario a completare l’asseverazione del piano industriale da presentare al magistrato.

Nel ricorso si specifica che la società, che nel 2017 ha fatturato 88 milioni, è attualmente impegnata direttamente in lavori del controvalore di 180 milioni e in altri, in forma consortile, per quasi 500 milioni, con clienti primari fra i quali Anas ed Eni. Oltre a Dla Piper, l’azienda si avvale della consulenza legale di Rolandino Guidotti, di quella finanziaria dello Studio Cassi e aziendale di Global Strategy di Antonella Negri-Clementi.

AGGIORNAMENTO 12/04/2019

Il Tribunale di Modena ha dichiarato l’apertura della procedura di concordato con continuità aziendale con decreto pubblicato il 5 aprile 2019. La soluzione dello stato di crisi che ha colpito la Piacentini si fonda su un piano di concordato che prevede la continuazione di tutte le commesse in portafoglio dell’azienda, oltreché nella continuazione del business, anche a livello internazionale. Il piano di concordato in continuità, che prevede percentuali di soddisfazione del ceto creditorio di rilevante entità, dovrebbe consentire all’impresa modenese di ritrovare lo slancio commerciale che ha storicamente connotato la sua attività.

La società è stata assistita da un team multidisciplinare di DLA Piper composto dal partner Alberto Angeloni, dall’associate Raffaele Buono e dal junior associate Andrea Garofalo per gli aspetti di diritto concorsuale, dal legal director Marcella Rendo e dall’associate Giulia Gigante per gli aspetti stragiudiziali, dal lead lawyer Giovanni Iaselli e dal lawyer Alberto Sandalo per la transazione fiscale. Il team DLA Piper ha assistito la Piacentini insieme a Guidotti per le tematiche di diritto concorsuale e all’avvocato Cinzia Valente per il contenzioso ordinario. Per la redazione del piano, la società si è avvalsa di Fabio Cassi dello studio Cassi&Associati, con la collaborazione di Matteo Pattavina e Caterina Grasso. Il piano è stato attestato dal professor Corrado Gatti.

 

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