Confindustria paga pegno.

La semplificazione societaria delle partecipate di Confindustria lascia il segno. Il bilancio 2018 di Confindustria Servizi, la ex società immobiliare Aedificatio che a decorrere dall’inizio dello scorso anno ha assorbito Sipi e Retindustria che si occupavano di editoria ed eventi si è chiuso infatti con una perdita di 1,2 milioni di euro che l’assemblea dell’unico socio, guidata dal presidente Antonella Mansi, ha deciso di ripianare attingendo alla riserva di rivalutazione. Anno su anno l’attivo è salito da 133,6 a 136,5 milioni e se il valore della produzione è progredito da 9,3 a 10,4 milioni per contro i costi sono quasi raddoppiati passando da 9,2 a 17,6 milioni, con ciò determinando la perdita finale. Tra gli attivi compaiono terreno e stabile di viale dell’Astronomia, sede romana di Confindustria, in carico a 126 milioni e gravati da due ipoteche verso Deutsche Bank, la sede romana di rappresentanza di via Vittorio Veneto (16 milioni) e quella a Bruxelles (6,5 milioni). I ricavi sono costituti per 8,3 milioni dalla gestione degli immobili, per un milione da quella del centro congressi di Confindustria e per quasi 3 milioni dalle attività di eventi ed editoria.

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