Rocca più magri in Lussemburgo.
Nuovo abbattimento di capitale dopo quello dello scorso marzo per Ternium Investments (TI), uno dei bracci finanziari più importanti con cui opera la dinastia siderurgica italiana dei Rocca che nella catena di controllo parte dalla fondazione privata olandese Rocca & Partners Stichting e approda nel Granducato con la cassaforte San Faustin. Qualche settimana fa, infatti, davanti al notaio Martine Schaeffer la controllante quota Ternium ha deciso di riacquistare oltre 110,8 milioni di azioni di TI di categoria B al prezzo di 2 dollari ciascuna per un ammontare complessivo di 221,7 milioni, determinando così una riduzione del capitale a 3,2 miliardi dopo quella di 182,1 milioni varata nella scorsa primavera. La subholding, alla quale oltre dieci anni fa furono trasferiti asset consistenti per circa 9 miliardi dalla controllante Ternium, ha chiuso il bilancio 2022 con un utile quasi raddoppiato anno su anno da 18,6 a 365,8 milioni che ha ridotto parzialmente le perdite pregresse a 156,3 milioni.
