Lifenet diventa spa.

Aumento di capitale per i top manager e nuova forma giuridica per Lifenet, la società che fa capo per il 54,1% alla Invin dell’imprenditore Nicola Bedin che ne è amministratore delegato e che attualmente è presente con le proprie strutture ambulatoriali e ospedaliere in quattro regioni italiane (Lombardia, Piemonte, Lazio ed Emilia Romagna), e di cui dal 2022 Exor è socio importante di minoranza col 45% circa. Qualche giorno fa infatti a Milano davanti al notaio Carlo Marchetti il presidente Enrico Vellano (cfo di Exor) ha guidato un’assemblea dei soci per deliberare la trasformazione della società da srl in spa e varare un aumento di capitale a pagamento di 2,37 milioni di euro fra nominale e sovrapprezzo da sottoscrivere entro il prossimo 31 marzo. L’aumento avviene mediante titoli di nuova costituzione denominati D e E, pari all’1,48% del capitale, ed è al servizio di un piano di incentivazione del management, che ha ricevuto da Lifenet un finanziamento di 1,9 milioni. Lifenet è stata fondata nel 2018 e attraverso acquisizioni mirate ha posto le basi per lo sviluppo di un gruppo che oggi conta “realtà riconosciute e apprezzate, quali ad esempio il Piccole Figlie Hospital di Parma, l’Ospedale Regina Apostolorum di Albano Laziale, il Centro Medico Lazzaro Spallanzani di Reggio Emilia, il CeMeDi di Torino e la Casa di Cura Città di Aprilia. Lifenet opera sia in regime privatistico sia attraverso convenzioni con il sistema sanitario nazionale. I ricavi nel 2022 hanno superato i 100 milioni e nel capitale di Lifenet con l’1,2% figura anche la Gbh di Gerardo Braggiotti.