Clerici bruciato dal carbone.
Il calo dei prezzi del carbone di concerto con i minori volumi di vendita e i più alti costi dei trasporti assieme alla cessata attività dell’estrazione di carbone dalla miniera russa di Korchakol a causa delle sanzioni hanno impattato negativamente sui numeri di Fincler, la cassaforte di Paolo Clerici a monte del gruppo genovese Coeclerici che con oltre mille 200 addetti è uno dei principali operatori nella fornitura di servizi integrati per l’approvvigionamento delle materie prime per il mondo dell’industria siderurgica ed energetica. Qualche giorno fa, infatti, l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio consolidato 2023 chiuso con una perdita di 10,2 milioni di euro rispetto all’utile di 39,7 milioni del precedente esercizio. Ciò è frutto del deciso peggioramento dei numeri della controllata Coeclerici che ha registrato ricavi calati anno su anno da 1,42 miliardi a 774 milioni, un ebitda crollato da 90 a 14,7 milioni e un ebit passato da 77,7 a 3,4 milioni.
