Ferak ancora divisa sulla cedola.

Una cedola da 21,8 milioni di euro non riesce ancora a mettere d’accordo tutti soci di Ferak, il “salottino” finanziario veneto proprietario di un consistente pacchetto di 3,3 milioni di azioni di Assicurazioni Generali e di un nuovo investimento in Banco Bpm, che vede come primo azionista la famiglia degli Amenduni con i veicoli Acciaierie Valbruna, Fingram, Finval e Pegaso (70,3%), la Finint di Enrico Marchi (11,92%) tramite il veicolo Sviluppo 56, Veneto Banca in liquidazione coatta amministrativa (16,37%) e Gianfranco Zoppas con l’1,4%. Qualche settimana fa, infatti, a Vicenza guidata dal presidente Paolo Ingrassia s’è svolta l’assemblea dei soci per approvare il bilancio del 2024 chiuso nella parte ordinaria con un utile di 142,5 milioni di euro più che decuplicato rispetto al profitto di 11,8 milioni di euro del precedente esercizio. Il verbale dell’assemblea riporta come lo scorso anno una serie di “omissis” riguardanti evidentemente le contestazioni di alcuni soci tanto che al momento del voto il bilancio e l’erogazione ai soci di una cedola di 21,8 milioni sono stati approvati dai soli veicoli degli Amenduni e da Veneto Banca mentre Marchi ha votato contro. Il super profitto è arrivato dall’incasso di 13 milioni di cedola dalla partecipazione nel Leone di Trieste, da una rivalutazione della stessa quota per 27,3 milioni (portando il valore di carico di ogni titolo da 19 euro a 27,27 euro per un totale di valore di carico di 89,9 milioni) mentre 45,8 milioni di plusvalenza sono stati realizzati cedendo sul mercato 7 milioni di azioni del gruppo assicurativo. La relazione sulla gestione segnala poi che lo scorso anno Ferak sborsando 10 milioni ha comprato 1,38 milioni di titoli di Banco Bpm a titolo di “stabile investimento”.