Arvedi mette ordine nell’acciaio.

A pochi giorni dalla scadenza del 10 giugno quando il gruppo tedesco Thyssenkrupp verrà pagato avendo esercitato l’opzione di vendita del suo 15% di Acciai Speciali Terni (Ast) a Acciaieria Arvedi (AA), il gruppo siderurgico italiano che fa capo a Finarvedi, holding controllata da Giovanni Arvedi, semplifica la struttura con due operazioni equivalenti. La prima è una scissione parziale proporzionale della stessa AA a favore di Finarvedi, che la controlla al 100%, tramite la quale la scissa trasferisce alla cassaforte appunto il 100% di Ast, partecipazione iscritta nel bilancio per 496 milioni di euro. A dicembre scorso, come detto, il socio di minoranza tedesco titolare del 15% he esercitato la put option a suo favore prevista nel contratto di compravendita del 2022. L’esercizio dell’opzione ha determinato per AA l’obbligo di acquisto della quota per un corrispettivo di 70,3 milioni che sarà appunto liquidato entro il prossimo 10 giugno. La scissione parziale proporzionale di AA “si propone – si legge nel progetto dell’operazione – di modificare l’assetto partecipativo e organizzativo del Gruppo Arvedi e in particolare di far sì che Finarvedi detenga direttamente tutte le principali società operative del gruppo”. La medesima motivazione sta alla base dell’altra scissione parziale proporzionale che questa volta riguarda Ilta Inox (II) anch’essa controllata al 100% da Finarvedi. Con questa operazione II trasferisce alla cassaforte il 100% di Arinox, iscritta a bilancio per un valore di 18,5 milioni. Il valore dei due asset trasferiti verrà imputato interamente a incremento delle riserve di Finarvedi.