La cedola italiana di Rothschild.
Dai banker italiani di Rothschild & Co. Italia arriva un dividendo in crescita alla controllante olandese Rothschild Europe Bv che ne detiene il 90,4% mentre le quote residue se le dividono in parti eguali Rothschild Continuation Holdings e Rothschild Martin Maurel. Nelle scorse settimane, infatti, l’assemblea della banca d’affari italiana guidata dal riconfermato presidente Alessandro Daffina, ha deciso di distribuire agli azionisti una cedola di 16 milioni di euro a valere sull’utile di 16,3 milioni conseguito nel 2025, rispetto al dividendo di 10 milioni erogato nell’esercizio precedente; mentre il consiglio d’amministrazione quest’anno verrà remunerato con 9,6 milioni complessivi rispetto ai 9,4 milioni del passato esercizio. In più Daffina riceverà 100mila euro e al vicepresidente Federico Ghizzoni andranno 250mila euro. Anno su anno le commissioni incassate per le diverse attività (m&a, debt advisory, restructuring, equity advisory e private placement) sono significativamente aumentate da 77,8 milioni a 83,8. In particolare l’m&a ha pesato per il 76% (stessa quota nel 2024), il debt advisory e il restructuring per il 22% (26%) con un rimanente 2% di fees derivanti dal business dell’equity capital market. La relazione sulla gestione sottolinea che nell’anno in cui è stata aperta anche una sede secondari a Roma “l’esercizio s’è chiuso con un utile superiore rispetto al risultato dell’esercizio precedente” e peraltro “nel primo trimestre del 2026 il mercato m&a italiano è stato sostanzialmente resiliente, sebbene si sia registrata una contrazione quale riflesso diretto dell’incertezza macroeconomica globale”, tanto che “si prevede di realizzare un fatturato in linea con i target di budget”. Nel consiglio d’amministrazione di Rothschild & Co. Italia oltre a Daffina e Ghizzoni siedono Irving Bellotti, Alessio De Comite, Nicola Paini, Philippe François Le Bourgeois e Alessandro Bertolini Clerici.
