Mincione e l’uomo del Monte (e delle stecche).

Il finanziere italiano con base a Londra Raffaele Mincione ha perso un partita importante: sperava di mettere le mani sulla Banca Popolare di Milano candidando alla presidenza Lamberto Dini. Ma i sindacati si son messi di traverso così come hanno fatto franare il regno in Bpm di un altro “golden boy” della finanza basato a Londra: Andrea Bonomi, figlio di Anna regina del mattone milanese degli Anni Sessanta e di Carlo, patron di quella Bi-Invest scalata all’inizio degli Anni Ottanta dalla Montedison di Mario Schimberni.

Ma questo è ormai storia. Quello che è strano è che nella galassia di Mincione, i cui capitali si dice provengano in larga parte da un giro romano legato a Confcommercio, compare, a sorpresa, un uomo notissimo alle recenti cronache finanziario-giudiziarie che riguardano il Monte dei Paschi di Siena. E’ Alberto Cantarini, già top manager della finanza proprietaria di Rocca Salimbeni a riporto dell'”uomo nero” Gianluca Baldassarri, oggi a processo per il derivato Alexandria con l’ex presidente Giuseppe Mussari e l’ex direttore generale Antonio Vigni. Cantarini, insomma, faceva parte della famigerata “banda del 5%” che prendeva stecche su ogni operazione, secondo la definizione-video dell’ex Dresdner Bank Antonio Rizzo.

Che c’entra Cantarini con Mincione? Basta andare in Lussemburgo per scoprirlo. L’ex banchiere del Monte, infatti, sedeva nientemeno che nel comitato investimenti di Athena Capital Fund, il fondo di Mincione al quale oggi è intestato il 7% di Bpm. Il fondo è controllato dalla Time and Life, anch’essa lussemburghese. E fu la Time and Life nel marzo del 2012 a comprare l’1,1% di Mps dopo nemmeno tre mesi che Alessandro Profumo s’era insediato alla presidenza della Rocca. “Ho scelto per il mio nuovo investimento – disse allora Mincione – il Monte che sotto la guida di Profumo potrà ritornare ad esprimere il suo giusto valore”. Non andò esattamente così: dopo circa novanta giorni, a giugno, Time and Life si sbarazzò della quota ma la vendita fece realizzare solo 17,6 milioni rispetto ai 40 spesi. Un pessimo investimento, dunque.

Cantarini ha lasciato il comitato investimenti del fondo di Mincione a gennaio di quest’anno. E adesso risulta director di un altro hedge fund: Edmond Capital, basato al 53-54 di Grosvenor Street a Londra. Con lui c’è Silvano Di Stefano. Guarda caso lui pure stava nel comitato investimenti di Mincione. E pure lui ne è uscito..

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