L’ultima mossa di Lady Evasione.

Qualche giorno prima che le si stringesse attorno il cerchio della Guardia di Finanza, l’ereditiera romana Angiola Armellini, ha tentato dal Lussemburgo il tutto per tutto. Proprietaria di oltre milleduecento immobili in Italia e colpevole dal 2003, secondo le indagini del nucleo tributario della Gdf, di un’evasione di Imu e Ici per 2,1 miliardi di euro, a fine dello scorso anno la Armellini ha infatti rimpatriato contestualmente in Italia dal Granducato ben cinque società di sua proprietà e che possedevano attivi per quasi 200 milioni di euro.

I veicoli, denominati Chameron, Financiere Chabron, Grand Baie, Lemon Green e Mhm tra il 10 e l’11 dicembre scorsi sono stati rimpatriati in Italia assumendo forma giuridica di società per azioni, con atti assembleari presieduti dalla stessa Armellini e ratificati nel Granducato dal notaio Francis Kesseler. Tutte e cinque le newco sono state costituite a Roma, davanti al notaio Marco Papi, con un capitale di 120mila euro e la Armellini ne risulta unica azionista, con Luca Costa in qualità di comune amministratore unico. I veicoli lussemburghesi erano stati costituiti fra il 1994 (Chameron) e il 2003 (Lemon Green) da una serie di società panamensi, denominate Daedalus Overseas, Global Services Overseas, International Business Services e Offshore Capital Management. Angiola Armellini, regina dei salotti romani, ex compagna di Bruno Tabacci  e che non risulta possedere altre quote societarie in Italia nonostante la vasta fortuna immobiliare, è figlia primogenita di Renato, potente palazzinaro degli Anni Ottanta, scomparso nel 1993, il quale ebbe diverse disavventure fiscali e giudiziarie.

La mossa disperata e tardiva di Lady Evasione per dimostrare al fisco che possedeva qualcosa in Italia non è però servita. Le Fiamme Gialle non hanno creduto alla “estero-svestizione” e Angiola Armellini è finita nel tritacarne. E al pubblico ludibrio, non senza motivo.

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