D’Alema junior, un manager di-vino

Mentre il pugno di ferro di Matteo Renzi si stringe sul Pd, l’ex lider maximo Massimo D’Alema mette ordine nei business di famiglia. Francesco D’Alema, classe 1990, secondogenito di Massimo, diventa infatti “manager” quale amministratore unico dell’azienda vinicola Società Agricola la Madeleine in quel di Narni che l’ex leader del Pd ha lanciato nel 2005 rilevandola dalla precedente proprietà. Qualche settimana fa D’Alema junior che fino a ieri era semplice azionista al 34% assieme alla primogenita sorella Giulia (classe 1986) con un’identica quota, è subentrato nella carica all’amministratore precedente, l’agronomo Andrea Bonino, fra l’altro consigliere d’amministrazione del Centro regionale servizi alla vitivinicoltura.

Contestualmente a questa decisione il figlio di D’Alema ha chiesto tramite la Comunità Montana Orvietano – Marnese – Amerino – Tuderte della Regione Umbria l’iscrizione all’Inps in quanto “imprenditore agricolo professionale”, dichiarando di essere proprietario di terreni della superficie complessiva di 14,37 ettari e dichiarando altresì di dedicare all’attività agricola 200 giorni lavorativi all’anno. La dichiarazione di D’Alema junior riporta che sull’area complessiva dell’azienda agricola, oltre agli ettari dedicati alle vigne, sono compresi anche quelli vocati alla produzione di olio, una parte di bosco.

Perché Bonino ha rassegnato l’incarico? Perché ha venduto il suo 2% dell’azienda, pro-quota, ai figli di D’Alema che salgono così ognuno al 35%. L’altro 30% della tenuta è di proprietà di Francesco Nettis, residente a Londra e rampollo di una famiglia di imprenditori attivi nel settore energetico. D’Alema e Nettis hanno un comune amico, Roberto De Santis, già armatore di “Ikarus”, la barca a vela dell’ex premier.

Un ultimo dettaglio: Riccardo Cotarella è il super-enologo scelto da D’Alema per curare la produzione vinicola della Madeleine, basata su rossi di qualità. Lo stesso esperto che ha consigliato Silvio Berlusconi. La passione bipartisan fra i due politici, quindi, non è solo un affare di crostata.

 

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