Borghesi, milioni, mattoni & giornali.

“Frattura insanabile”: così lo scorso 28 gennaio un comunicato stampa della quotata Mittel motivava le dimissioni di 6 membri del consiglio d’amministrazione a seguito di un scontro con l’amministratore delegato Arnaldo Borghesi, che risultava quindi sfiduciato per decadenza dell’intero board. Un licenziamento inatteso, contando che Borghesi, ex uomo della finanza di Carlo De Benedetti, era arrivato da poco sulla tolda di comando della finanziaria nell’orbita da sempre di Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo.

Da quel 28 gennaio è iniziato sui giornali uno strano chiacchiericcio, alla ricerca delle motivazioni reali dello scontro fra Borghesi e i membri del cda di osservanza “bazoliana”. La borsa se n’è bellamente infischiata dell’uscita di scena del banker già nel cuore dell’Ingegnere: il titolo è infatti rimasto ancorato in zona 1,68 euro. Ma la Consob ha fatto sapere che “indaga”: Borghesi è stato “audito” e si attendono rivelazioni sconvolgenti. Che difficilmente arriveranno. Il chiacchiericcio, invece, dice che Borghesi voleva far pulizia e che aveva evidenziato operazioni poco chiare dei precedenti amministratori delegati, Giovanni Gorno Tempini (oggi timoniere della Cassa Depositi e Prestiti) e Guido De Vivo, oggi capo di Progressio sgr, condotte con “parti correlate”, cioè con azionisti della finanziaria. Si vedrà.

Il bello di tutto questo chiacchiericcio è che, invece, proprio Borghesi, appena insediatosi in Mittel, è stato regista di un’operazione esemplare con una “parte correlata” che risponde al nome di Borghesi. A inizio del 2013, infatti, a poche settimane dal suo insediamento nella quotata, proprio Mittel compra la Borghesi Advisory nientemeno che dallo stesso Borghesi. Il quale viene remunerato con 4,75 milioni di euro in contanti e in  più con un pacchetto di 2,5 milioni di titoli Mittel, ciascuno per un valore di 2,78 euro. Insomma: Mittel, guidata da Borghesi, compra la bottega di Borghesi per quasi 12 milioni.

C’è poi un aspetto curioso dei business di Borghesi, che risulta fra l’altro azionista al 50% e consigliere d’amministrazione della Immobiliare Tpz. Questa società, finora non comparsa nelle cronache, vede come presidente e azionista (con l’altro 50%) Osvaldo De Paolini, decano del giornalismo finanziario italiano e oggi vicedirettore de “Il Messaggero”. La società possiede immobili in carica per oltre 12 milioni siti in quel di via Tortona, a Milano, quasi tutti messi a reddito e il cui acquisto è stato finanziato da Unicredit e Intesa Sanpaolo.

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