De Vivo, multato il “bazolino” di Seat PG.

E’ il presidente di quella Seat Pagine Gialle che oggi voterà in assemblea soci un’azione di responsabilità contro gli ex vertici del gruppo quotato. Ma intanto Guido De Vivo incappa in una multa che gli viene comminata dalla Banca d’Italia per “carenze nell’organizzazione e nei controlli interni”. Il manager, che per lunghi anni è stato amministratore delegato della quotata Mittel, finanziaria bresciana sotto l’influenza di Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, è stato infatti sanzionato per 23.000 euro nella sua qualità di presidente di Progressio sgr, di cui oggi è vicepresidente, mentre la presidenza è affidata a Luciano Balbo.

Progressio sgr è una società di gestione, fondata nel 2004 dalla stessa Mittel, Istituto Atesino di Sviluppo (cuore della finanza cattolica trentina, presieduto da Massimo Tononi, altro “bazolino doc” come De Vivo, già in Goldman Sachs e già assistente all’Iri di Romano Prodi) e Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto e oggi controllata dai manager, attiva nel private equity con due fondi e investimenti per complessivi 306 milioni. Oltre a De Vivo la multa di complessivi 134.000 euro a Progressio sgr ha riguardato per 11.500 euro l’amministratore delegato Filippo Gaggini, il consigliere Angelo La Runa, gli ex consiglieri Giorgio Franceschi, Angelo Catapano, Mariano Marroni, Mario Spongano (ex d.g. di Mittel) ed Enrico Zobele, sindaci ed ex sindaci, ciascuno multato per il medesimo importo.

Per De Vivo uno spiacevole incidente. Che fa il paio con un’altra preoccupazione che riguarda il manager: ciò che potrebbe uscire – se uscirà – dal pentolone quasi scoperchiato in Consob da Arnaldo Borghesi (altro “bazolino doc”) recentemente “dimissionato” dai vertici Mittel. Borghesi ha messo il dito su alcune operazioni della passata gestione della quotata condotte con parti correlate. Il 18 marzo si terrà l’assemblea di bilancio per il rinnovo delle cariche di Mittel: e guarda caso nelle due liste per il nuovo board non figura più il vicepresidente Romain Zaleski, il finanziere franco-polacco così intimo di Bazoli. Forse Borghesi aveva messo nero su bianco qualche operazione  a favore di Zaleski fatta sotto la gestione De Vivo?

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