Mps/3 Quelle 833 mail su Alexandria.

Ottocentotrentatre mail per un segreto di Pulcinella. Sono davvero 833, infatti, le mail che sono girate all’interno del Monte dei Paschi di Siena a proposito del “segretissimo” Mandate Agreement fra l’istituto di Rocca Salimbeni e Nomura, alla base del famoso derivato Alexandria che ha causato il buco di bilancio, la defenestrazione del presidente Giuseppe Mussari e l’arrivo al suo posto di Alessandro Profumo. Quel Mandate che il nuovo amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, asserisce di aver “trovato” chiuso nella cassaforte del suo predecessore Antonio Vigni. Ma quelle 883 mail raccontano una storia diversa. E il numero viene messo nero su bianco in un documento classificato “privileged & confidential” (LEGGI SOTTO L’INTERO DOCUMENTO) che oggi costituirà il boccone più ghiotto dell’udienza del processo in corso a Siena contro Mussari, Vigni e Gianluca Baldassarri (ex responsabile della finanza proprietaria della banca) per ostacolo all’attività di vigilanza, cioè per aver occultato a Bankitalia proprio il Mandate.

Il documento è redatto dallo stesso Monte dei Paschi di Siena: datato 3 febbraio 2013 è stato compilato dall’Area revisione interna – Servizio audit rischi e fu commissionato da Viola proprio per ricostruire le fasi del ritrovamento del Mandate e verificare quali risorse interne all’istituto fossero a conoscenza dell’accordo siglato con Nomura. I manager coinvolti dall’inchiesta interna sono stati 9: Gianluca Sanna, Flavio Borghese, Gianni Contena (responsabile staff controlli finanziari Area finanza), Claudio Cortese, Roberto Desiderio, Alessandra Dionisi, Manuela Frigerio, Giovanni Fulci e Leonardo Bellucci (responsabile area risk management). Gli “007” del Monte concludono il loro rapporto dicendo che, esaminando le 833 mail e le interviste ai manager, almeno una versione in bozza del Mandate fu recapitata a risorse in organico alla banca. Cioè il documento tutto era tranne che segreto (tanto che fu pure protocollato).

Ma il documento fra gli allegati (il resoconto delle interviste ai 9 manager) contiene un’altra notizia-bomba. I funzionari Mps chiedono infatti a Bellucci: “Sul restructuring dell’operazione Alexandria ha mai avuto colloqui con le autorità di vigilanza, Consob e Banca d’Italia? E’ a conoscenza di eventuali colloqui intercorsi tra funzionari del dipartimento Area finanza e le stesse autorità di vigilanza?” Ecco cosa risponde il manager: “Dichiara di aver avuto colloqui con la Banca d’Italia nel corso dell’ispezione 2012 del dottor Giampaolo Scardone (capo allora del team ispettivo, ndr) e di aver fornito una serie di documenti presenti anche nel team site appositamente creato da Banca Mps per caricare documenti e file necessari agli approfondimenti del team ispettivo”. E Bellucci conclude: “In alcune occasioni dichiara di aver portato all’attenzione diretta degli ispettori Bankitalia documenti cartacei attinenti all’operazione nel suo complesso ovvero valutazioni non solo del titolo Alexandria, ma anche dell’operatività collegata (asset swap su Btp e Repo)”.

Quindi Bankitalia sapeva tutto su Alexandria ben prima che la bomba sul derivato esplodesse pubblicamente.

LEGGI IL DOCUMENTO:

http://issuu.com/soldi-web/docs/monte_paschi

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