Moncler, 100 giorni per spiumare i piumini.

Sono passati cento giorni da quando lo scorso 17 dicembre, con un evento hollywoodiano in Piazza Affari a Milano, preceduto da paginate di pubblicità sui giornali, sono “volati in Borsa” i piumini della Moncler di Renzo Ruffini. Alla fine di quella giornata di dicembre, infatti, il prezzo era schizzato di ben il 46,76% a 14,97 euro: una performance da brivido rispetto ai 10,2 euro a cui era stato fissato il valore dell’Ipo. L’offerta era stata coperta oltre 31 volte per la parte istituzionale, 14 volte per il retail, quindi alla fine del collocamento c’era stata una richiesta che aveva superato di 27 volte l’offerta.

Oggi sono passati 100 giorni e Moncler debutta nell’Ftse-Mib: cioè il titolo del piumino di Ruffini sbarca fra le “blue chips” sostituendo Ansaldo Sts. Ma il bilancio è assai deludente rispetto a quella storica giornata. Dopo aver toccato i 16 euro a gennaio, infatti, Moncler ha iniziato una lenta ma inesorabile discesa, che ha portato il crollo da inizio 2014 a un secco -17,2%, briciando quindi oltre 750 milioni di capitalizzazione. Nello stesso periodo l’indice nel quale oggi debuta Ruffini è invece salito di oltre il 10%.

Chi aveva portato in borsa Moncler? Mediobanca, BofA Merrill Lynch e Goldman Sachs hanno agito come joint global coordinator, Banca Imi, Jp Morgan, Nomura e Ubs in qualità di joint bookrunner, Bnp Paribas, Equita Sim e Hsbc come joint lead manager. Lo scorso 21 gennaio, quando è finito il “black-out period” post-Ipo, le case coinvolte nella quotazione avevano pubblicato la loro ricerca sul titolo. E cosa avevano previsto? La copertura è stata avviata con giudizio “neutral” dalle più che ottimiste Goldman Sachs e Mediobanca Securities che avevano fissato un target price, rispettivamente, di 15 e 15,45 euro. Che oggi non si vede neanche col binocolo. Qualche giorno fa qualcuno ha cominciato a ragionare sui piumini spiumati. E ha messo nero su bianco numeri più attendibili. Così Ubs ha fissato il target price a 12,3 euro e Exane Bnp Paribas a 12,7 euro. Intanto però chi ha creduto in Ruffini è stato spiumato a puntino.

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