Bim, la multa e Montezemolo junior.

Banca d’Italia presenta il conto per la gestione della quotata Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni (Bim), un tempo salotto buono della finanza torinese che ruotava attorno a Carlo De Benedetti e ai Segre. A firma del governatore Ignazio Visco, infatti, è stata comminata all’istituto di credito torinese specializzato in gestioni e private banking, controllato dalla Veneto Banca guidata da Vincenzo Consoli, una maximuta di 1,14 milioni di euro. Il provvedimento sanzionatorio elenca tutta una serie di irregolarità gestionali, di particolare ampiezza: “carenze nel processo del credito da parte di componenti ed ex componenti il consiglio d’amministrazione” e “dell’amministratore delegato”, “carenze nella gestione e nel controllo dei rischi aziendali” sempre da parte di componenti ed ex componenti il board e del ceo, “carenze nei controlli” da parte del collegio sindacale, “posizioni ad andamento anomalo e previsioni di perdite non segnalate all’Organo di vigilanza da parte dei componenti il consiglio d’amministrazione in carica alla data di approvazione della semestrale 2012”.

Gli ispettori di via Nazionale avevano puntato il dito in particolar modo sull’adeguatezza degli accantonamenti effettuati alla data del 30 giugno 2012 su posizioni di credito ad andamento anomalo garantiti da beni immobili e sulla valutazione di alcuni immobili di proprietà della banca, anche in relazione all’attuale crisi economico-finanziaria che investe tra l’altro il settore immobiliare. Banca d’Italia aveva poi avanzato rilievi sugli accantonamenti dei crediti e sulla valutazione di alcuni immobili dell’istituto.

Le sanzioni, nel dettaglio, colpiscono con 75.000 euro ciascuno Roberto Ruozi (ex presidente ed ex retore della Bocconi), Flavio Trinca (attualmente presidente e presidente di Veneto Banca), Mauro Cortese e Cesare Ponti (consiglieri in carica), Luigi Fumagalli e Anna Belfiore (ex consiglieri); per 57.500 euro Angelo Ceccato (consigliere in carica); per 81.500 euro l’ex consigliere Giuseppe Santonocito; per 49.000 euro ciascuno gli ex consiglieri Consoli, Luigi Terzoli, Franco Artiga e Matteo Cordero di Montezemolo (figlio del presidente della Ferrari) e per 33.000 euro Massimo Malvestio. Particolarmente salata la multa di 190.610 euro comminata all’ex amministratore delegato Pietro D’Aguì, che di Bim oggi è vicepresidente e anche azionista di minoranza, mentre 49.000 ciascuno di sanzione hanno colpito gli ex sindaci Paolo De Poi e Roberto d’Imperio e il sindaco in carica Paolo Andolfato.

Nel 2012 Bim ha perso oltre 64 milioni, a causa di rettifiche su crediti per circa 100 milioni. Veneto Banca ha poi avviato una trattativa per cedere l’istituto a Ubs, non andata in porto. La popolare di Montebelluna intende comunque vendere Bim che nel 2013, dopo la pulizia di bilancio, ha ritrovato un miniutile a 3,7 milioni.

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