Mps/4 Bankitalia, 3 domande imbarazzanti.

Sarà seduto su una poltrona scomoda come teste, oggi a Siena, Pasquale La Ganga, uno degli ispettori di Banca d’Italia. Riprende infatti il processo che vede imputati l’ex presidente del Monte dei Paschi Giuseppe Mussari, l’ex direttore generale Antonio Vigni e l’ex capo della finanza Gianluca Baldassarri.
Tutti e tre gli ex manager sono accusati di “ostacolo all’attività di vigilanza”, cioè di aver ostacolato la Banca d’Italia, occultando la documentazione relativa al famoso derivato Alexandria che fu poi contabilizzato come perdita dalla gestione del nuovo presidente Alessandro Profumo e del nuovo a.d. Fabrizio Viola. La documentazione occultata sarebbe stato il famoso “Mandate Agreement” che collega fra loro le due operazioni in cui era articolata Alexandria: derivato e acquisto di Btp.

A La Ganga, c’è da crederlo, verranno rivolte alcune domande imbarazzanti che riguardano il ruolo stesso della Vigilanza in tutta la vicenda di Alexandria.
Leonardo Bellucci, responsabile dei rischi di mercato dell’area risk management della banca ha infatti dichiarato come teste che:
1. Quando la Banca d’Italia fece un’ispezione al Monte dal 27 settembre 2011 al 9 marzo 2012, lui stesso ha avuto “discussioni” coi funzionari della Banca d’Italia (fra i quali, coordinati da Giampaolo Scardone, c’era appunto La Ganga) che conducevano le verifiche circa il “collegamento” delle due operazioni in cui Alexandria era strutturata. Dunque ben prima che il bubbone del derivato scoppiasse Bankitalia aveva tutti gli elementi in mano – e forniti da un manager-chiave della banca – per valutare l’intero derivato. Se è così perché Scardone ha dichiarato ai giudici che quel collegamento fu invece solo “dedotto”?
2. Bellucci ha detto di più. Ha offerto agli ispettori una “produzione documentale” seguita da “un confronto con il team ispettivo sulle possibili modalità di valutazione della componente di ristrutturazione dell’operazione, sia per quanto riguarda la componente del titolo Alexandria, sia per quanto riguarda la componente del’operazione Btp, asset swap e Repo”. Anche in questo caso quindi, si può chiedere: Bankitalia sapeva da tempo di tutte le possibili implicazioni del derivato che le sarebbe stato invece “nascosto”?
3. Bellucci ha detto una terza cosa che chiama in causa Banca d’Italia. La “discussione” della possibile “ristrutturazione” del derivato Alexandria lui l’ha fatta “con il team ispettivo della Banca d’Italia”, e a precisa domanda, ha aggiunto che tale discussione “su questo specifico tema”, l’ha condotta “quasi esclusivamente con la persona del dottor La Ganga”. “Io mi confrontavo – ha aggiunto il manager di Mps – con il team ispettivo, più che con il responsabile del team ispettivo (Scardone)”. Un terzo interrogativo, quindi: se gli ispettori di Banca d’Italia sapevano (da La Ganga a Scardone) perché Via Nazionale non è intervenuta prima su Mps costringendolo a svalutare Alexandria?

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