Renzi, l’Eni e quei due nomi.

Ci sono almeno due nomi, fra i molti rilasciati ieri dal governo per il rinnovo dei consigli d’amministrazione delle aziende a forte presenza pubblica, che suscitano qualche curiosità e molte perplessità. E, guarda caso, entrambi questi nominativi appartengono al futuro consiglio d’amministrazione dell’Eni, probabilmente la più importante delle nostre aziende pubbliche alla cui presidenza è stata designata Emma Marcegaglia con Claudio Descalzi come nuovo amministratore delegato.
Il primo nome su cui porre qualche interrogativo al premier Matteo Renzi è quello di Diva Moriani. I quotidiani di oggi titolano quasi tutti entusiasticamente in prima pagina circa “la carica” del gentil sesso che ha riguardato le nomine. Ma nessuno si sofferma su questa nuova, importante presenza nel board del cane a sei zampe. Chi è la Moriani? E’ vicepresidente della quotata Intek Group, ma anche consigliere della controllata Kme: in altre parole è una manager vicinissima al numero uno di Intek, il finanziere Vincenzo (Enzo) Manes.
E chi è Manes? E’ il finanziere che s’è meritato addirittura una citazione pubblica di Renzi per la sua onlus Dynamo Camp. Ma è anche uno dei finanziatori del premier, che non a caso lo ha nominato nel 2010 nel consiglio d’amministrazione dell’aeroporto di Firenze. Come se non bastasse lo stesso Manes è amico personale di Guidalberto Guidi, industriale bolognese e padre del ministro Federica, di cui è stato anche socio con circa il 40%.
A Manes si ricollega anche il secondo nuovo consigliere d’amministrazione Eni: Salvatore Mancuso. Già bancario in Sicilia, poi brillante finanziere passato attraverso alcuni casi di “risanamenti” aziendali come Cameli-Gerolimich a Santavaleria, Mancuso è considerato vicino al centrodestra ed è buon amico di Daniela Santanchè. Ha fondato il fondo Equinox, con base in Lussemburgo, forte dei buoni uffici di Intesa (dove al large corporate c’è il suo amico di sempre Gaetano Miccichè) che poi lo designa vicepresidente di Alitalia. E, guarda caso, proprio i resti della Santavaleria che fu di Gianni Varasi furono a suo tempo incorporati nella Intek di Manes.
Ma le perplessità su Mancuso non riguardano il passato remoto, bensì quello vicinissimo. Non è passata neanche una settimana, infatti, da quando la procura di Milano ha chiesto per il finanziere siciliano il rinvio a giudizio, assieme al discusso immobiliarista Luigi Zunino, ex presidente e ex amministratore delegato di Risanamento, il noto giurista Franco Bonelli (uno dei fondatori del maxistudio legale Bonelli, Erede e Pappalardo) e Oliviero Bonati. Tutti e quattro sono accusati di manipolazione del mercato e ostacolo all’autorità di vigilanza. Le accuse riguardano due comunicati stampa diffusi il 23 febbraio e il 3 marzo 2009, prima dell’accordo di ristrutturazione del debito di Risanamento, che secondo gli inquirenti “contengono informazioni false, non rappresentando fedelmente l’entità del fabbisogno finanziario del gruppo nei successivi 12 mesi”.
Non esattamente il miglior biglietto da visita per approdare all’Eni da parte di un consigliere che rischia di andare a processo. E non esattamente opportune sia come modi sia come tempi, queste due scelte fatte da Renzi per il nuovo consiglio d’amministrazione del cane sei zampe,

 

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