Mps/5 La Mansi, l’insider e il socio.

Settimana Santa e venerdì di Passione. Lo sarà anche per la bella Antonella Mansi, presidente della Fondazione Monte dei Paschi che attende trepida di sapere quanto ancora dovrà sborsare per l’aumento di capitale dell’istituto. Oggi a Milano il presidente Alessandro Profumo riunirà il board per alzare l’asticella dai 3 miliardi inizialmente previsti ad almeno 5 miliardi. Una mossa per anticipare gli esiti dell’asset quality review in corso da parte della Bce e dei successivi stress test? Può essere. Ma può essere anche che Profumo abbia saputo che il suo amico e fidatissimo banchiere d’affari Andrea Orcel, che guida l’investment banking di Ubs regista della ricapitalizzazione, abbia trovato nuovi soci potenziali graditi a Profumo. Che ne sostengano, insomma, la riconferma ad aumento chiuso, cosa che la Mansi non vorrebbe. Fatto sta che la Fondazione dovrà tirar fuori altri 125 milioni assieme ai suoi due nuovi soci: i messicani di Fintech Advisory (4,5%) e i brasiliani di Btg (2%). E, come se non bastasse, sta avanzando l’inchiesta su un’ipotesi di insider trading risalente al dicembre 2013, quando furono divulgate notizie della cessione di azioni ordinarie Mps possedute dalla Fondazione stessa.

Ma, curiosamente, l’insider è quasi di casa per uno dei nuovi soci della Mansi. Parliamo di André Santos Esteves, il più brillante banchiere d’affari brasiliano, capo appunto di Btg Pactual. Nel 2012, proprio mentre portava Btg in borsa dopo averla prima venduta e poi comprata da Ubs, Esteves è stato multato dalla nostra Consob per 288.250 euro per aver comprato azioni della Cremonini (carne) avendo saputo in via riservata che il gruppo italiano avrebbe costituito una jointventure con la brasiliana Jbs. Ma Esteves è sospettato di aver fatto insider vendendo con eccezionale tempismo una valanga di titoli del gruppo petrolifero Ogx dell’ex tycoon brasiliano Eike Batista prima che la società annunciasse un taglio della produzione del 75%.

Esteves a Siena è di casa da un po’. Pochissimi sanno, infatti, che qualche anno fa esaminò concretamente e in gran segreto la possibilità di diventare azionista del Monte. E i soggiorni senesi lo convinsero anche a spendere 50 milioni per rilevare la celebre tenuta toscana di Argiano dalla contessa Noemi Marone Cinzano. La tenuta, con 52 ettari di vigneto, produce uno dei più famosi Brunello di Montalcino. E fu proprio quell’affare vinicolo ad accompagnare anche un altro passo importante di Esteves in Italia. Nel 2010, infatti, la Exor guidata da John Elkann partecipò all’aumento di capitale di Btg Pactual, prodromico all’Ipo, rilevando lo 0,5% per 19 milioni. L’Ipo fu un affarone perché Btg fu valutata quasi 15 miliardi di dollari e Elkann a fine 2012 cedette quasi tutta la quota, guadagnandoci il 20%. Per la gioia di Exor e degli Agnelli, che coi Marone Cinzano sono imparentati.

Advertisements