Geithner, civil servant e Pinocchio.

Per capire se, come e quanto sia credibile Timothy Franz Geithner, ex numero uno della Federal Reserve di New York ed ex ministro del Tesoro americano, basta fare qualche ricerca negli Stati Uniti. L’autore di “Stress test: reflections on financial crisis” che ha parlato fra l’altro di pressioni su lui e conseguentemente sull’amministrazione Obama di alcuni “official” europei per far cadere il Silvio Berlusconi quand’era capo del governo nel 2011, non è esattamente un “civil servant” che si distingue sempre e comunque per essere veritiero. Del resto “Tim” ha tuonato per anni contro gli squali di Wall Street ma appena mollata la politica è stato arruolato da Warburg Pincus, gigante della finanza speculativa.
Geithner, ad esempio, non è stato certamente sincero quando a metà marzo 2009 davanti al Congresso americano disse che non sapeva nulla dei 160 milioni di dollari di bonus che poco prima, in piena crisi finanziaria, si erano intascati gli executives di AIG, la più grossa compagnia assicurativa degli Stati Uniti. A un passo dalla bancarotta e che fu salvata proprio da un intervento di Geithner mobilitando risorse pubbliche per 30 miliardi di dollari, qualche giorno dopo però che i bonus milionari erano stati incassati dagli autori del disastro: “Lo staff del Tesoro – ha raccontato a Business Insider una fonte proprio della Fed di New York – era stato informato dei bonus con un memo del 28 febbraio che il 15 febbraio era la deadline per l’incasso dei bonus”.
Ma Geithner-pinocchio ha mentito anche nel libro, cavalcato oggi dallo stesso Berlusconi per evocare il “golpe”. Lo accusa di menzogna dalle colonne del prestigioso sito “Politico”, vera bibbia del mondo di Washington e dell’amministrazione, R. Glenn Hubbard, che è stato prima rettore della prestigiosa Columbia Business School, poi capo dei consiglieri economici dell’ex presidente George W. Bush e infine consigliere economico del repubblicano Mitt Romney che sì è visto sconfitto da Obama nella corsa alla Casa Bianca.
Geithner sostiene nel libro che Hubbard si disse favorevole a un aumento della pressione fiscale (cosa che per i repubblicani è da sempre inconcepibile) durante una loro conversazione nel 2012 quando Obama non sosteneva il piano Simpson-Bowles di riduzione del debito. “Gli è capitato – ha detto Hubbard a proposito di Geithner – di fare outing nel libro dicendo ciò che ha voluto. Ma gli è accaduto anche di essere un bugiardo”.
Ed è divertente che sia proprio un consigliere di destra di Bush, presidente amatissimo da Berlusconi, a smentire la credibilità di chi – democratico e perciò di sinistra – evoca un complotto contro l’ex cavaliere.

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