Il golf di Cortina all’ultima buca.

Per il golf di Cortina d’Ampezzo, uno dei più prestigiosi d’Italia, è suonata la campanella del’ultimo giro. Il green, posseduto dalla Cortina srl finita poche settimane fa in concordato preventivo grazie a una domanda presentata e motivata dall’avvocato Maurizio Paniz (parlamentare di Forza Italia), ha bisogno di soldi e subito. Qualche giorno fa, infatti, nella Club House dell’impianto si è tenuta davanti al notaio trevigiano Ada Stiz un’assemblea straordinaria della società che ha comunicato la chiusura del bilancio 2013 con una perdita-shock di 8,5 milioni di euro, schizzata all’insù dal passivo di 796.000 euro dell’anno precedente.
Come ripianare il pesante rosso? Si è subito azzerata la riserva sovraprezzo azioni (2,8 milioni), si è poi usata una manciata di euro di versamento soci in conto copertura perdite (per l’esattezza 25.561 euro) e poi si è dovuto azzerare nientemeno che il capitale della società pari a 5,6 milioni. A quel punto l’assemblea ha deliberato un aumento di capitale di 800.000 euro da sottoscrivere entro metà giugno. E se i soci dai nomi altisonanti non tireranno fuori il portafoglio? La Cortina srl, recita il verbale d’assemblea, “sarà posta in stato di liquidazione”. Quindi niente concordato, ma una fine ingloriosa.
Non solo, perché nella stessa assemblea il presidente Albino Belli ha fatto approvare un’altra operazione straordinaria. Per incrementare il volume d’affari bisogna realizzare un circuito a 18 buche (il green ampezzano oggi ne ha solo 9) e quindi è necessario un ulteriore aumento di capitale dagli 800.000 euro già deliberati a 3,2 milioni. Questa seconda ricapitalizzazione è ovviamente subordinata sia al buon esito della prima sia all’avvenuta omologa del concordato da parte del tribunale di Belluno che peraltro ha già ammesso la società alla procedura nominando Marco Dall’O quale commissario giudiziale.
Adesso la parola spetta ai soci-giocatori. Gli azionisti del golf di Cortina sono volti noti dell’imprenditoria e della finanza: da Giuliano Adreani (Publitalia 80) a Guido Barilla, da Roberto Bertazzoni (Smeg) ai fratelli De Rigo, da Andrea De Vido di Finint a Giuseppe Gazzoni Frascara, da Vittorio Grilli (ex dg del Mef) all’editore Carlo Perrone, da Paolo Scaroni (ex ceo Eni) a Maurizio Tamagnini, capo del Fondo Strategico Italiano, fino al regista Carlo Vanzina e Lorenzo Sassoli De Bianchi (Valsoia).

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