Dini non ha più Valori.

Il senatore forzista Lamberto Dini, già direttore generale di Banca d’Italia e già più volte ministro, preferisce un nuovo finanziere rampante a uno dei manager più potenti della Prima Repubblica. Nei giorni scorsi, infatti, Dini ha fatto pervenire a Giancarlo Elia Valori una sua lettera di dimissioni dal consiglio d’amministrazione de La Centrale Finanziaria Generale, di cui lo stesso Valori è presidente avendo come vice il finanziere franco tunisino Tarak Ben Ammar.
Dini era entrato nel board della boutique di Valori lo scorso anno e sarebbe dovuto rimanere in carica fino all’approvazione del bilancio 2015. “Illustre e caro presidente – scrive Dini a Valori – con la presente la informo che per ragioni di incompatibilità mi vedo costretto, con grande rammarico, a presentare le mie dimissioni con effetto immediato da amministratore indipendente del consiglio d’amministrazione de La Centrale Finanziaria Generale, da lei autorevolmente presieduta. In effetti ho assunto un incarico in altro organismo finanziario che ritiene incompatibile la mia presenza in altro istituto bancario finanziario”.
Dini si riferisce alla sua recente nomina a presidente dell’advisory board di Time and Life, capogruppo lussemburghese delle attività del finanziere italiano Raffaele Mincione, romano d’origine e basato a Londra, già fidanzato dell’attrice Anne Hathaway, salito agli onori delle cronache per la fortunata incursione in Bpm e per quella, un po’ meno fortunata, sul Montepaschi. Per quello stesso advisory board Mincione ha chiesto la disponibilità anche a Enrico Tomaso Cucchiani, ex ceo Intesa Sanpaolo.
Valori, recentemente condannato a due anni di reclusione per la falsa cordata italiana per Alitalia, vede la sua boutique perdere 5,2 milioni nel 2012 (ultimo bilancio disponibile) dopo il rosso di 6,1 milioni del precedente esercizio. Primo azionista della Centrale sono le Assicurazioni Generali (18,7%) seguite col 18% dalle Acciaierie Valbruna della famiglia Amenduni. E, guarda caso, tra i soci c’anche quella Allianz – dalle cui file proviene Cucchiani – che ha l’8,7%.

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