“Libero”. Di perdere ancora.

Sempre più profondo rosso per “Libero”, il quotidiano vicino al centrodestra, diretto da Maurizio Belpietro e di proprietà della famiglia Angelucci, imprenditori nel settore sanitario. Qualche giorno fa, infatti, a Milano l’assemblea della Editoriale Libero srl, che gli Angelucci controllano interamente attraverso la Fondazione San Raffaele, ha dovuto attingere alle riserve per coprire la perdita di oltre 1,8 milioni di euro segnata nel bilancio 2013.
La contrazione dei ricavi anno su anno è stata secca e pari al 21% rispetto al 2012 attestandosi ad un controvalore complessivo di fatturato di 23,7 milioni, con un -10% delle vendite del quotidiano scivolate a 14,7 milioni e un peggiore -23% dei ricavi pubblicitari arretrati a 4,2 milioni. L’ebit è andato decisamente peggio del 2012 segnando un -3,7 milioni, mentre almeno i costi sono diminuiti dell’8%.
La relazione sulla gestione ricorda che all’inizio di quest’anno la presidenza del consiglio dei ministri ha negato al quotidiano i contributi pubblici 2011-2012, ma la società degli Angelucci ritiene comunque “remoto” il rischio di mancato incasso.
Circa la vicenda dei contributi 2006/2007 e 2008/210 anch’essi finiti nel mirino dell’Agcom, gli Angelucci hanno comunque provveduto attraverso la loro società lussemburghese Spa di Lantigos a tenere indenne Editoriale Libero dalle eventuali perdite per il controvalore di circa 8 milioni, messi in bilancio alla voce dei conti d’ordine.

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