I dispiaceri dei Bazolini al Bazolone.

Arnaldo Borghesi e Massimo Tononi sono due manager da sempre nel cuore di Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, che ne ha spinto le rispettive carriere in diversi momenti. Ma proprio ora dai due “bazolini” arrivano dei maldipancia al “bazolone”.
Andiamo con ordine. Ieri sera il consiglio d’amministrazione di Mittel, finanziaria quotata da sempre sotto l’influenza di Bazoli, ha approvato i conti al 30 giugno: fra le pieghe dei numeri si legge che la voce ammortamenti, accantonamenti e rettifiche di attività non correnti è salita anno su anno da 10,5 a 16,8 milioni. “L’incremento – si spiega – è principalmente dovuto per 4 milioni alla parziale rettifica di valore dell’avviamento iscritto nel bilancio consolidato chiuso al 30/9/2013 riferibile all’iscrizione iniziale dell’avviamento derivante dall’acquisizione del controllo della Borghesi Advisory srl, ora Mittel Advisory”.
Borghesi, classe 1954, già uomo della finanza di Carlo De Benedetti, viene proiettato da Bazoli nell’aprile 2012 quale amministratore delegato di Mittel e dopo neanche un anno fa comprare dalla stessa Mittel la sua boutique di consulenza per 4,7 milioni in contanti e azioni Mittel per un controvalore di 2,5 milioni. Borghesi se ne va, non senza polemiche, nel marzo di quest’anno incassando pure una liquidazione di 3,3 milioni. Ma ora si scopre, alla luce di 4 milioni di avviamento rettificato, che forse la sua Borghesi Advisory, al momento dell’acquisto era stata sopravvalutata. Cose che capitano…
Nel consiglio Mittel di ieri sera, invece, forse non è giunta l’eco del dispiacere provocato da Tononi a Bazoli. Classe 1964, Tononi si è fatto le ossa in Goldman Sachs e lì ha incrociato Romano Prodi che poi lo ha voluto prima all’Iri come assistente personale e successivamente nel suo secondo governo. Guarda caso anche lui incrocia, ma questa volta via Prodi, la strada di Bazoli, che nel 2010 lo chiama nel board della solita Mittel. Quasi contestualmente entra nel consiglio del London Stock Exchange che nel frattempo si compra la Borsa Italiana, di cui Tononi diventa presidente un anno dopo. Ma il pallido manager oggi siede su un’altra poltrona cara al banchiere di Intesa, la presidenza dell’Istituto Atesino di Sviluppo (Isa) centro del potere della Curia di Trento, che possiede pacchetti di Ubi Banca, di Cattolica Assicurazioni e di quella finanziaria Calisio nel cui capitale troviamo la moglie di Romain Zaleski, finanziere franco-.polacco legatissimo a Bazoli e a lungo vicepresidente della solita Mittel.
Orbene, Isa è socio importante anche di Mittel perché ne possiede ben l’8,8%, subito dopo le quote della Carlo Tassara (del solito Zaleski) e della Fondazione Cari Trento e Rovereto. E nel bilancio 2013 dell’Istituto trentino appena depositato si scopre che Tononi ha svalutato la quota Mittel di oltre 8 milioni di euro portando il valore di carico di ciascun titolo del pacchetto da 2,78 a 1,74 euro, valore peraltro che risulta superiore anche all’attuale corso borsistico che viaggia a 1,5 euro. Chissà cosa penseranno Bazoli e Franco Dalla Sega, presidente di Mittel (nonché neoconsigliere dell’Apsa, banca centrale del Vaticano) dell’operato del “bazolino” Tononi che svaluta perché non crede nel recupero del titolo, tenuto conto che – guarda caso – la stessa Mittel ha l’1,7% proprio dell’Isa, detenuto attraverso la controllata Mittel Partecipazioni Stabili.

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