Il Mito e la sfilata degli ex.

Meno male che Johannes Brahms ha composto quello splendido terzo movimento della sua Terza Sinfonia. Un “Poco allegretto” che ha salvato ieri sera l’inaugurazione del Festival MiTo alla Scala di Milano, pericolosamente all’insegna della sfilata degli “ex” dell’economia, della finanza e della politica. Se non fosse stato per il quasi 78enne ideatore della manifestazione Francesco Micheli, finanziere di lungo corso e raffinato melomane, sempre in forma smagliante, la scena di ieri nel foyer era all’insegna dell’amarcord.
Come la chioma candida di Gianluigi Gabetti ex custode degli ex segreti di casa Agnelli, o le affettuose rotondità di Luigi Roth, manager ciellino che il governo Renzi ha silurato dalla presidenza di Terna. E ancora: l’algido e asciutto Massimo Capuano ex numero uno di Borsa Italiana e il barbuto e pimpante Enrico Tommaso Cucchiani, che è stato chief executive officer di Intesa Sanpaolo per pochi mesi silurato da Giovanni Bazoli. Proprio come l’“ex” protagonista della serata: Corrado Passera che accompagnato dalla radiosa consorte Giovanna Salza cercava fra gli stucchi e i velluti della Scala qualche traccia del suo futuro politico. Non mancavano, nella totale assenza dei “vip” attuali della finanza e della politica, tre “ex” illustri della politica come Francesco Rutelli, “Carlino” Scognamiglio e Bruno Tabacci. E sono comparsi altri due “ex” importanti delle pr pubbliche come il serafico Stefano Lucchini, che dall’Eni è tornato in Intesa, e il cherubico Gianluigi Comin che uscito dall’Enel oggi si occupa dell’Ilva.
Amarcord a parte, meritano una menzione le “ladies” della serata, anche loro però già viste e straviste: l’immancabile Lella Curiel, Lina Sotis, Marta Brivio Sforza con Luisa Beccaria, Antonella Boralevi e persino Ornella Vanoni. E i sempreverdi Gualtiero Marchesi, Cesare Rimini, Massimo Gatti, Massimo Vitta Zelmann, Adriano e Laura Teso. Un cameo pure per un appisolato Umberto Eco e un sonnacchioso Giorgio Squinzi, che a Brahms preferisce evidentemente l’agone confindustriale.
Infine un futuro “ex”: Ferruccio De Bortoli. Ma il direttore uscente del “Corriere della Sera” ieri ha ricevuto l’omaggio affettuoso di molti. Forse con la stessa nostalgia che aleggiava nelle note brahmsiane del “Poco allegretto”.

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