Luca, Diego, Gianni e l’elastico di Italo.

Luca Cordero di Montezemolo e gli amici di sempre Diego Della Valle e Gianni Punzo non scendono dal treno rosso di perdite chiamato “Italo”. Il perché è presto detto. Per diventare soci di riferimento hanno investito certamente soldi loro, ma mal che vada, se proprio la Nuovo Trasporti Viaggiatori dovesse fallire, le azioni dei tre amici finiranno sul groppone di Intesa Sanpaolo, la banca che allora guidata da Corrado Passera finanziò il lancio dell’operatore ferroviario privato.
Per capire in che modo si articolo la presenza di Montezemolo, Della Valle e Punto su Italo bisogna esaminare i bilanci di Mdp Holding 1, Mdp Holding 2 e Mdp Holding 3 (l’acronimo rappresenta le iniziali dei tre cognomi) che controllano rispettivamente il 18,99%, il 9,26% e il 5,21% d Ntv, rappresentando quindi il socio più importante con una quota complessiva del 33,46%, prima di Imi Investimenti (Intesa Sanpaolo) e delle ferrovie francesi Sncf, socie al 20% ciascuna. Le tre scatole, tutte presiedute dal presidente uscente della Ferrari, vedono Montezemolo socio al 33,3% tramite Mcg Holding, il patron della Tod’s con una quota analoga detenuta dalla Fadel srl e l’imprenditore napoletano azionista paritario tramite la Servizi Imprenditoriali srl.
Le quote in Ntv sono in carico, rispettivamente, a 42,4 milioni (erano 29,8 nel 2012) 19,5 milioni (13,8) e 11,2 milioni (7,7 milioni). La crescita del valore di carico non è certamente attribuibile a una rivalutazione dell’asset ma più semplicemente al fatto che le tre società hanno sottoscritto pro-quota l’aumento di capitale di Mtv del 2013. Più sorprendente, invece, è che visto che Italo viaggia in rosso da anni, non si sia pensato a svalutare. La spiegazione della mancata misura contabile la dà la nota integrativa “fotocopia” dei tre bilanci: “Tale partecipazione – si legge – rappresenta un investimento duraturo e strategico da parte della società e, alla luce del business plan della partecipata che prospetta risultati positivi nei prossimi esercizi, non presenta una perdita durevole di valore”. Sarà. Ma l’ottimismo circa il futuro di Italo non deve essere di casa fra i “ 3 Mdp”, visto che proprio lo scorso anno hanno ulteriormente finanziato i tre veicoli rispettivamente per 12,6; 6,1 e 3,4 milioni. In totale hanno appostato 22,1 milioni, aspettandosi un nuovo aumento di capitale.
C’è però un particolare. In tutti e tre i veicoli si scopre fra i conti d’ordine che figurano “pegni” rispettivamente per 42,4, 19,5 e 11,2 milioni, pari ad esattamente il valore di carico delle quote in Italo. Di che si tratta? “Il pegno sulle azioni Ntv è stato rilasciato in favore del pool di banche (di cui Intesa Sanpaolo era leader del pool) che hanno provveduto a dotare la società delle risorse finanziarie necessarie per lo sviluppo del progetto ferroviario dell’alta velocità”. Quindi Montezemolo e i suoi amici sono sì soci rilevanti di Ntv, ma “con l’elastico”. Vale a dire che se Italo deraglia, i titoli in loro possesso vengono escussi dalle banche.
Quello che è già successo con la Carlo Tassara di Romain Zaleski, un altro beneficiato sulla strada di Ca’ de Sass…

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