Montezemolo e l’oligarca col mal di cachemire.

In casa di Luca Cordero di Montezemolo non piove sul bagnato, ma sul cachemire. Qualche giorno fa, infatti, in Lussemburgo si è svolta l’assemblea di Charme Fashion Group, il veicolo controllato al 51% dal fondo Chartme Investments fondato dal presidente uscente della Ferrari e per il restante 49% dall’oligarca russo Viktor Vekselberg, 64esimo uomo più ricco del mondo con un patrimonio stimato di 13 miliardi di dollari e a capo della holding diversificata Renova.
Per Montezemolo e l’oligarca il bilancio 2013 è stato amaro, chiuso con una perdita di 12,5 milioni di euro che va ad aggiungersi agli oltre 35 milioni di passivo accumulato negli esercizi precedenti e mai ripianato. In tal modo è stato bruciato sia il capitale (10,7 milioni), sia la riserva sovrapprezzo azioni (31 milioni) e i due soci non hanno alternative: o ricapitalizzano o mandano in liquidazione la lussemburghese.
Il motivo del disastro è presto detto: Charme Fashion Group detiene la maggioranza di Ballantyne, produttore del celebre cachemire “a losanghe”. A sua volta nella Ballantyne italiana Montezemolo aveva trovato, sempre col 49%, un altro socio eccellente, il fondo sovrano Mubadala di Abu Dhabi che era azionista attraverso il veicolo Spring Petroleum Investments Luxco II. Ma il filo del cachemire è stato mangiato dalle perdite e così lo scorso anno Ballantyne Italia è stata messa in liquidazione e le sue attività sono state trasferite alla Alpha di Montebelluna. Il risultato è che il rosso dall’Italia (Alpha nel 2013 ha perso 24 milioni) si è trasferito ai piani alti del Granducato e la lussemburghese ha dovuto portare il valore di carico della partecipazione in Ballantyne da 8 milioni a un euro.
Un pessimo affare per Montezemolo, per l’oligarca e per gli arabi…

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