Borghesi & C. & l’ombra di Mediobanca.

Sarà Arnaldo Borghesi, già uomo della finanza di Carlo De Benedetti ed ex amministratore delegato di Mittel, a pesare di più nella nuova boutique di consulenza Borghesi Osculati & Partners. Una boutique su cui incombe l’ombra di Mediobanca. Basta prendere in mano l’atto di costituzione della newco redatto lo scorso 22 settembre a Milano nello studio del notaio Enrico Chiodi Daelli. Il capitale sociale sarà infatti di 200.000 euro e Borghesi ne deterrà il 42,5% mentre Gianemilio Oscxulati, ex punta di diamante di McKinsey in Italia ed ex amministratore delegato di Intesa Vita avrà l’altra quota significativa, pari al 35%.

Ci sono poi i tre soci minori che detengono ciascuno il 7,5%. Si tratta di Giovanni Pavese, detto “Nanni”, cresciuto nella Akros del defunto finanziere dell’Opus Dei Gianmario Roveraro. Laura Quaglia (ex Lehman Londra, Mediobanca, Vitale & Associati, Borghesi Colombo) e Alberto Lampertico (ex Westdeutsche Landesbank, Accord Management e Osculati & Partners).
Tutti e cinque gli azionisti sono nel consiglio d’amministrazione che sarà presieduto da Pavese e che viene completato da Claudio Ratti e Rinaldo Panzarini, entrambi amministratori delegati di Osculati & Partners. Il collegio sindacale vede presenti Angelo Casò, Luigi Roth, Sergio Duca, Giovanni Uselli e Riccardo Nebuloni. Al di là di Roth, un manager ciellino di lungo corso già presidente di Fnm e di Terna, significativa è la presidenza del collegio sindacale data a Casò, che è anche presidente del patto di sindacato di Mediobanca che proprio oggi si riunisce per decidere la lista del nuovo consiglio d’amministrazione dell’istituto.

A voler essere cattivi si potrebbe pensare che come Borghesi è riuscito, subito dopo la nomina in Mittel, a vendere a caro prezzo la sua Borghesi Advisory alla quotata, la nuova società di consulenza potrebbe anche finire tra gli asset di Piazzetta Cuccia…

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