Il fumo fa bene a Montezemolo.

Luca Cordero di Montezemolo lascerà il 13 ottobre la presidenza della Ferrari con una buonuscita di 27 milioni di euro, nel giorno in cui FCA (ex Fiat) debutterà a Wall Street. Che ne farà di questa montagna di soldi? Perché se è vero che il fondo lussemburghese Charme Investments da lui coordinato ha smobilitato quest’anno da Poltrona Frau con una lauta plusvalenza, è altrettanto certo che le attività industriali di Montezemolo in Italia non mostrano risultati eclatanti.
Parliamo delle tre casseforti Fisvi, Fisvi Holding e Mcg Holding che raggruppano i business nazionali del presidente in pectore di Alitalia-Etihad. Tutte e tre le società non hanno raggiunto nemmeno i 2 milioni di utile, su un attivo totale che viaggia oltre i 53.4 milioni.
Fisvi, anzitutto, che presieduta da Francesco Grazioli poche settimane fa ha approvato il bilancio 2013 chiuso con una perdita di circa 60.000 euro. La società possiede la grande villa di Montezemolo a Capri (in carico per 8,3 milioni), un importante immobile in via Mangili a Roma (2,2 milioni) e la Fisvi Charter (2,8 milioni) che affitta lo yacht da 33 metri denominato “Marhaba”, rilevato tramite un leasing da 2,57 milioni con Leasint (Intesa Sanpaolo) e un motoscafo Itama, venduto all’allora presidente Ferrari dal’amico Giovanni Malagò, oggi presidente del Coni, tramite la Moma Line. I bilanci di Fisvi Charter, però, continuano a “imbarcare” perdite: 857.000 euro nel 2013 dopo i -715.000 euro del 2012, e così Fisvi ha dovuto versare nella controllata oltre un milione in conto capitale.
Un po’ meglio se la passa Fisvi Holding, anch’essa presieduta da Grazioli, che ha chiuso il 2013 con un utile di 373.000 euro, La società deve però il profitto solo alla rivalutazione di 356.000 euro dello 0,74% di Genextra, la società biotech fondata dal finanziere Francesco Micheli e dall’oncologo Umberto Veronesi. L’1% di Bialetti Industrie, invece, vale poco più di 166.00 euro mentre sull’attivo totale di 14,8 milioni la parte del leone la fanno gli 11,6 milioni del 50,91% di Fisvi Tre, che possiede fra l’altro il 50% di Charme Management, veicolo azionista al 10% dell’omonimo e già citato fondo lussemburghese.
Infine Mcg Holding, presieduta da Marco Nuzzo e nel cui capitale figurano come soci di minoranza due dei figli di Montezemolo, Matteo e Clementina. L’utile 2013 è stato di oltre 1,5 milioni su un attivo di 23,4 milioni rappresentato dal 33% in Olympic Re, una società immobiliare dove ci sono soci dai cognomi eccellenti come i torinesi Marsiaj e i bolognesi Seragnoli, ma che nel 2013 ha perso oltre 2,7 milioni. Gli asset di Mcg Hoding sono soprattutto le quote del 33,3% detenute dalle partecipate Mdp Holding Uno, Mdp Holding Due e Mdp Holding Tre. Queste sono le società in joint venture paritetica fra Montezemolo, Diego Della Valle e Gianni Punzo che sono azioniste al 33,4% di Ntv, l’operatore ferroviario privato attualmente in crisi finanziaria. Se da Italo a Mcg Holding sono venuti solo dolori, non così è stato per il 18% nell’Italiana Tabacchi, veicolo che produce il famoso “toscano” dove Montezemolo è socio di minoranza della dinastia bolognese dei Maccaferri e che lo scorso anno ha garantito a Mcg Holding una cedola di1,5 milioni.
Insomma: gli yacht imbarcano perdite e i treni viaggiano in rosso, ma almeno il fumo non uccide Montezemolo…

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