Coppola e l’amico allo sportello.

Sono passati alcuni anni dalla stagione di Stefano Ricucci e Danilo Coppola additati come i “furbetti del quartierino”. Molta acqua è passata sotto i ponti, Ricucci cerca nuovi orizzonti sopratutto sentimentali e Coppola, già accettato nel salottino buono torinese della Banca Intermobiliare grazie all’appoggio della defunta Franca Bruna Segre, legata a Carlo De Benedetti, s’è rimesso a fare l’immobiliarista.
Il suo progetto più importante è certamente quello milanese che insiste sull’area denominata Porta Vittoria. Si tratta di una zona semicentrale, posizionata nell’area strategica del passante ferroviario e nelle vicinanze dell’aeroporto di Linate e della tangenziale Est. Il progetto di Coppola prevede, anche in vista di Expo 2015, uno sviluppo dell’area ad uso misto scomposto in: 49.000 metri quadrati di residenziale, 4.000 metri quadrati di direzionale, 6.000 metri quadrati di terziario, 13.000 metri quadrati di commerciale, 4.000 metri quadrati di sportiva privata, 25.000 quadrati di hotel, 20.000 metri quadrati di parcheggio pubblico e 27.000 metri quadrati di un supermercato a marchio Esselunga, il gruppo di Bernardo Caprotti.
Coppola tutto questo progetto non lo fa coi soldi suoi. Glieli ha imprestati il Banco Popolare nel 2011: 210,7 milioni erogati dalla controllata Banca Popolare di Lodi alla Porta Vittoria srl, che l’immobiliarista controlla dal Lussemburgo tramite la Pasi. Il maxifido, registrato con un atto del notaio Giuseppe Trimarchi, prevede una scadenza di 7 anni, per cui si estinguerà nel dicembre 2018, con un tasso d’interesse variabile.
Questi importi rilevanti prevedono che la società rispetti una serie di parametri, detti “covenant”, che tranquillizzano il creditore. Ebbene, leggendo la relazione del collegio sindacale al bilancio 2013 di Porta Vittoria srl firmata dal presidente Francesco Mazzei e dai sindaci effettivi Vincenzo Virno e Angelo Vittorio Sestito, si trova una sorpresa: “Circa il rispetto di tali parametri – vi si legge – la società al 31 dicembre 2013 ha sforato tali parametri anche se a oggi il Banco Popolare ha provveduto a tutte le erogazioni secondo programma”. I sindaci spiegano che i covenant del maxfido “sono verificati con periodicità semestrale sulla base di perizia tecnica predisposta da advisor di gradimento della banca”.
Insomma: Coppola a Porta Vittoria non rispetta i covenant, ma il Banco guidato da un banchiere come Pier Francesco Saviotti (che quand’era in Comit era il regista dei fidi) continua a foraggiarlo. Molti azionisti del Banco, magari, vorrebbero sapere il perché di tanta generosità, visto che quando altri creditori non rispettano i covenant scatta l’immediata richiesta di rientro… E sarebbe bello sapere chi è l’advisor scelto da Saviotti che così scrupolosamente verifica i covenant sforati dall’ex furbetto del quartierino.

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