Berlusconi, Lussemburgo addio.

Silvio Berlusconi chiude uno dei suoi ultimi tasselli storici in Lussemburgo. Qualche giorno fa, infatti, nel Grandicato davanti al notaio Cosita Delvaux si è tenuta un’assemblea straordinaria di Trefinance, cuore della tesoreria di Fininvest che la controlla al 100%, che ne ha deciso la messa in liquidazione volontaria. Trefinance era stata costituita nel 1996 e rappresentava assieme a Fivecom l’avamposto finanziario del Biscione in Lussemburgo. Fivecom è stata liquidata a fine del 2013 e ora è la volta della più importante Trefinance, la cui procedura di scioglimento anticipato è stata affidata alla Dimst Sa.
Nella scorsa estate si erano manifestate le avvisaglie della fine. Un’assemblea straordinaria di Trefinance aveva anzitutto cancellato il valore nominale delle azioni, per ridurre il capitale da 70,5 a 42,1 milioni e così ripianare le perdite di 42,2 milioni accumulate negli anni precedenti. Subito dopo il capitale era stato ulteriormente ridotto da 28,3 milioni a un milione. Trefinance, che nel 2013 ha perso 4,4 milioni, era uno snodo fondamentale nel colosso del Biscione perché dal Granducato gestiva asset finanziari per oltre 104 milioni, impiegandoli in forme diverse attraverso due “Business Unit”. La Business Unit 1 gestiva quote di 14 fondi di private equity per un controvalore di 42,8 milioni. Poi aveva in carico le partecipazioni: fra queste aveva dovuto svalutare per 6,4 milioni il 22,24% nella Quinta Communications, cuore delle attività media di Tarak Ben Ammar e dove recentemente entrato il tycoon egiziano Naguib Sawiris. La Business Unit 2, che gestiva la tesoreria di gruppo, era riuscita a guadagnare 2,5 milioni e aveva investito mediamente 25,3 milioni: la parte allocata in titoli governativi aveva reso lo 0,7%, quella in reddito fisso il 14,7% mentre la componente di liquidità aveva guadagnato 1,4 milioni.
Ora tutte queste attività – con la liquidazione – rientrano in Italia, come proprietà diretta di Fininvest. E contribuiranno a migliorare la situazione appesantita a tal punto che la holding non ha distribuito dividendo agli azionisti, cioè Berlusconi e i suoi cinque figli.

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