Scaroni: Visco gli pizzica anche il genero.

Non bastano i giudici di Milano che con ogni probabilità lo rinvieranno a giudizio per le presunti tangenti pagate dalla Saipem in Algeria, quand’era amministratore delegato dell’Eni. Adesso a Paolo Scaroni, oggi vicepresidente della banca d’affari Rothschild, arriva un pizzicotto addirittura dalla Banca d’Italia, che colpisce anche il genero, di nobili origini.
Qualche giorno fa, infatti, Via Nazionale ha comminato una multa di 184.500 euro a Namira Sgr: si tratta di un società di gestione di fondi immobiliari, presieduta e controllata da Eugenio Radice Fossati Confalonieri. Questi è il figlio del conte Carlo, già “fustigatore” della Democrazia Cristiana ai tempi di Tangentopoli, ma è anche marito di Clementina, figlia di Scaroni.
“Carenze nell’organizzazione e nei controlli interni con particolare riferimento al processo d’investimento da part dei componenti il coniglio d’amministrazione e il collegio sindacale” è l’accusa degli sceriffi di Ignazio Visco che hanno redatto il verbale di multa dopo un’ispezione nella società. Le sanzioni sono state suddivise tra 27.500 euro cadauno al genero di Scaroni e all’amministratore delegato Giacomo Lurani Cernuschi, 18.500 euro cadauno ai consiglieri Paolo Orlando, il principe Heinrich zu Sayn Wittgenstein, Davide Alberto Fortunato e Anna Maria Ceppi mentre i tre sindaci Carlo Severgnini, Adriano Bonecchi e Giovanni Giuliano Necchi hanno ricevuto ciascuno una multa di altri 18.500 euro. Detto fra parentesi: Carlo Severgnini è un esponente di spicco della omonima famosa famiglia di commercialisti milanesi, già azionisti di Mediobanca, dove è stato domiciliato il trust di Scaroni.
Ma torniamo a Namira Sgr, di cui l’ex chief executive dell’Eni è anche azionista col 7%, rilevato nel 2009 per il valore nominale di 63.000 euro. Radice Fossati, che è socio col 40% circa, è stato apprezzato dirigente dell’area immobili di Polis Fondi Sgr e poi ha costruito la sua società di gestione del mattone di cui, oltre Scaroni, sono azionisti fra gli altri Lurani Cernuschi e Francesco Paolo Cuccorese ciascuno col 18,7%. Namira Sgr, costituita nel 2007 e dove socio rilevante era precedentemente l’Unione Fiduciaria, ha chiuso il 2013 con appena 118.000 euro di utile netto a fronte di 1,7 milioni di commissioni incassate per gestire nove fondi immobiliari.

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